Caso Roberto Berardi, presentata domanda di libertà condizionale

Piccolo barlume di speranza per il detenuto italiano in Guinea Equatoriale: continua la battaglia per la liberazione

Si evolve, lentamente, la situazione di Roberto Berardi, detenuto a Bata, in Guinea Equatoriale, da 23 mesi: il suo legale, l’avvocato Ponciano Mbomio Nvò, che abbiamo intervistato qualche settimana fa, ha presentato alla Corte Suprema una richiesta di libertà condizionale per il detenuto italiano.

L’atto, che lo stesso legale ci aveva preannunciato nell’intervista e che vi proponiamo di seguito, fa riferimento al raggiungimento dei tre quarti della pena (2 anni e 4 mesi in totale), chiedendo l’immediata scarcerazione in libertà condizionale dell’imprenditore italiano.

Richiesta libertà condizionale Roberto Berardi

Nel frattempo la catena di solidarietà che continua a mitigare, per quanto possibile, la detenzione dell’imprenditore italiano, è riuscita a far avere a Roberto Berardi una lampada, dopo che i suoi carcerieri hanno deciso di tenerlo al buio (si trova già in isolamento, oramai da più di 11 mesi) e senza cibo per giorni.

L’atteggiamento del direttore del carcere di Bata, e più in generale del Comando della difesa (da cui dipendono le guardie carcerarie), si mostra in tutta la sua psichiatrica bipolarità, mantenendo di fatto un’incognita costante sul destino dell’imprenditore: se da un lato gli viene concessa la visita dell’ambasciatrice italiana, dopo insistenze diplomatiche e pressioni mediatiche continue, dall’altro Berardi subisce vere e proprie punizioni per ogni “beneficio” gli viene concesso, una sorta di tira e molla che, di fatto, è anche questo parte delle torture che il detenuto subisce in carcere.

Nel video in copertina vi proponiamo questa volta un’intervista realizzata nel 2009 a Miguel Eyamam Ndong, un cittadino equatoguineano che fu forzatamente sgomberato dalla sua abitazione della cittadina di Kogo: anche se di 5 anni fa l’intervista si propone come estremamente attuale, in vista della prossima Coppa d’Africa 2015, che si giocherà in via eccezionale proprio in Guinea Equatoriale, dopo la rinuncia del Marocco.

Secondo alcune nostre fonti equatoguineane il governo sta procedendo in questi giorni a numerosi sgomberi forzati, in preparazione dei fasti calcistici che vedranno arrivare in Guinea uomini d’affari, delegati, dirigenti sportivi e appassionati da tutto il mondo dai primi di gennaio fino a fine febbraio: dopo la pulizia internazionale dell’immagine della famiglia presidenziale sembra quasi che il regime di Malabo abbia avviato un’operazione di “pulizia civile” nel Paese, allontanando l’estrema povertà cui vive la maggior parte della popolazione dagli occhi indiscreti di telecamere e ospiti internazionali.

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