Siria, l’opposizione: “attacco con armi chimiche, oltre 1.000 vittime”. La UE chiede un’inchiesta

Decine di morti per “brutale uso di gas tossici da parte del regime” nella regione di Guta. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani il numero delle vittime sarebbe almeno 200.

18.45 – Gli Stati Uniti sono prontamente intervenuti sulla questione siriana e la Casa Bianca, con una nota, ha fatto sapere di “essere profondamente preoccupata” per quello che sta accadendo e di “condannare fermamente” l’uso di armi chimiche. L’amministrazione Obama ha fatto inoltre sapere di essere al lavoro per raccogliere ulteriori informazioni al riguardo e ha chiesto a tutte le parti coinvolte di lasciare libero accesso all’ONU per poter indagare sulla questione.

17.00 – Nonostante le foto e video raccapriccianti diffusi dagli attivisti siriani, Damasco continua a smentire l’attacco di stamattina che, secondo gli attivisti e i testimoni locali, avrebbe fatto almeno 1.300 vittime. Non solo. Il regime ha precisato, tramite l’agenzia ufficiale Sana, che le notizie diffuse dagli attivisti, documentate e confermate anche dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, sarebbero in realtà in “tentativo di ostacolare il lavoro degli ispettori dell’Onu sulle armi chimiche“.

Intanto, mentre si cerca di fare chiarezza su cosa sia accaduto nella regione di Guta, i ministri degli esteri dell’Unione Europea hanno chiesto un’inchiesta immediata e approfondita sull’uso delle armi chimiche. Lo hanno reso noto con un comunicato del portavoce del capo della diplomazia Ue Catherine Ashton:

Abbiamo visto con grande preoccupazione informazioni su un possibile uso di armi chimiche da parte del regime siriano. Tali accuse devono essere oggetto di un’inchiesta immediata e approfondita.

L’opposizione denuncia: “Attacco con armi chimiche nella regione di Guta”

Continua l’uso di armi chimiche da parte del regime siriano di Bashar al-Assad nelle stesse ore in cui gli ispettori delle Nazioni Unite si trovano a Damasco per indagare proprio sull’eventuale uso di armi chimiche. E’ quanto denunciano gli attivisti dell’opposizione: il regime avrebbe lanciato razzi con il potente e pericoloso gas nella regione di Guta.

L’attacco avrebbe colpito la roccaforte ribelle nei sobborghi di Ghouta, Ain Tarma, Zamalka e Jobar provocando decine di morti, compresi donne e bambini. La conta delle vittime è al momento incerta: il governo nega tutto, ma le conferme arrivano da più fonti.

Da un lato c’è il coordinamento dell’opposizione locale che citando un’infermiera di un ospedale da campo parla di 213 vittime accertate, dall’altro c’è l’osservatorio siriano per i diritti umani, secondo il quale ci sarebbero “decine di morti” e centinaia di feriti. Per il Consiglio del comando rivoluzionario siriano, invece, i morti sarebbero almeno 635, come scrive stamattina Al-Arabiya.

Il regime di Bashar al-Assad, lo ricordiamo, controlla il sud e il centro della Siria e sta cercando di far arretrare i ribelli che detengono invece le aree a nord, vicino al confine turco e lungo la valle dell’Eufrate, verso l’Iraq. Ad oggi, sempre secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, le vittime dall’inizio del conflitto sarebbero più di 200 mila.