Bari, uccise a coltellate la psichiatra Paola Labriola: 30 anni a Vincenzo Poliseno

La psichiatra Paola Labriola fu uccisa a coltellate da Vincenzo Poliseno, suo paziente in cura presso il centro di igiene mentale di Bari.

30 anni di carcere. E’ questa la pena inflitta oggi dal tribunale di Bari a Vincenzo Poliseno, il 45enne che il 4 settembre dello scorso anno uccise a coltellate la psichiatra Paola Labriola mentre si trovava a lavoro nel Centro di salute mentale di Bari.

Oggi, a poco più di un anno da quel delitto, è arrivata la prima condanna: Poliseno, reo confesso, è stato condannato a 30 anni di carcere con rito abbreviato. Il gup Roberto Oliveri del Castillo ha riconosciuto all’uomo le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi e, cosa più importante, ha escluso vizi parziali o totali di mente.

Poliseno era in cura presso la struttura barese quando fece irruzione armato di coltello e si avventò sulla dottoressa, uccidendola con più di 20 coltellate alla schiena. Oggi si è chiuso un primo capitolo di questa terribile vicenda, ma ci sono ancora delle indagini in corso sulle “responsabilità connesse, precedenti e successive all’omicidio, miranti ad occultare le responsabilità della Asl di Bari”.

Il ricorso in appello, a questo punto, sembra scontato. Bisognerà attendere che vengano pubblicate le motivazioni della sentenza, ma dalle dichiarazioni delle parti coinvolte pare inevitabile che ci si appellerà a questa sentenza. Filippo Castellaneta, avvocato difensore di Poliseno, ha così commentato:

Sul profilo della imputabilità c’è ancora molto da dire perché è un delitto nato in centro di salute mentale, dove tutti sanno non vanno persone che stanno bene con la testa, vanno persone che hanno problemi mentali. Tutto lascia supporre che sia stato quello il movente dell’omicidio, una instabilità di Poliseno.[…] E’ stata riconosciuta l’imputabilità nonostante gli esperti, pur escludendo l’infermità, hanno detto che questo delitto è frutto del malessere interiore di Poliseno, che stava vivendo un momento terribile della sua vita tanto che aveva pensato al suicidio.

Il gup ha condannato Poliseno anche a risarcire i familiari della vittima, dal marito ai tre figli, passando per l’ex marito.

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