Grand Prix Cycliste de Québec 2013: ha vinto Robert Gesink

Bellissima corsa vinta a sorpresa da uno scalatore nella volata finale.

La volata che non ti aspetti ha deciso il Grand Prix Cycliste de Québec 2013. A trionfare è stato Robert Gesink della Belkin mentre i favoriti di giornata sono stati tutti bruciati nel lungo e difficile sprint finale. Peter Sagan, il più quotato alla vigilia, è rimasto da solo negli ultimi metri, senza il sostegno dei compagni, e pur avendo tentato uno scatto, ha perso le forze proprio nei momenti decisivi. Ryder Hesjedal, beniamino di casa, si è reso protagonista di alcuni attacchi, ma non è stato adeguamente sostenuto dalla sua squadra, la Garmin Sharp.

I protagonisti della fuga più lunga, di circa 130 km, dall’inizio fino a cinque giri dalla fine sono stati Tiago Jose Pinto Machado della RadioShack Leopard, Valerio Agnoli dell’Astana e Pello Bilbao Lopez De Armentia dell’Euskaltel Euskadi.

Hanno avuto fino a sei minuti di vantaggio, poi sono stati ripresi e superati prima Agnoli a Machado a 61,8 km dall’arrivo, poi anche Machado che però è riuscito a restare incollato a un gruppetto che ha subito avviato una nuova fuga, guidato da tre uomini della BMC, Tejay Van Garderen, Amael Moinard e Steve Morabito.

Di questa seconda fuga hanno fatto parte anche Jesus Herrada Lopez della Movistar, Eduard Vorganov del team Katusha e Jack Bobridge della Belkin. Questi sette battistrada sono stati raggiunti a 41,6 km dall’arrivo (Vorganov si è staccato molto prima).

Quando sono stati ripresi è stato subito un altro uomo BMC a prendere il comando, Daniel Oss, che si è portato dietro per una nuova fuga Marco Marcato della Vacansoleil, Yoann Offredo della FJD, Dries Devenyns della Omega Pharma – Quick Step e Sergei Chernetckii del team Katusha. A 34,9 km dall’arrivo si sono aggregati al gruppetto di testa anche Sergey Lagutin della Vacansoleil e Björn Thurau della Europcar.
Oss prima e Devenyns poi hanno cercato di tenere alto il ritmo dei battistrada, ma il distacco rispetto al gruppo non è mai andato oltre i trenta secondi.

A poco più di 24 km dall’arrivo sono stati tutti ripresi e George Bennett della RadioShack ne ha approfittato per provare a fuggire, ma è rimasto da solo, nessun altro ha appoggiato il suo tentativo. Oss è rimasto alla guida del gruppo che si è via via assottigliato per i molti ritiri, alcuni anche programmati, tra cui quello del canadese della Europcar David Veilleux che ha salutato il suo pubblico. Correrà solo un’altra gara, poi si ritirerà per dedicarsi solo allo studio e laurearsi in Ingegneria meccanica.

A poco meno di 18 km dall’arrivo in testa al gruppo sono arrivati i favoriti delle vigilia, da Hesjedal a Pozzato. Proprio il canadese ha tentato un attacco, seguito da Niki Terpstra dell’Omega Pharma – Quick Step che poi è fuggito da solo, mentre il gruppo ha perso molti altri pezzi. Dietro l’olandese a poca distanza sono rimasti Mirko Selvaggi e Viacheslav Kuznetsov del team Katusha.
Terpstra ha guadagnato fino a oltre 35″ di vantaggio poi il gruppo, guidato da Richie Porte del team Sky ha raggiunto Selvaggi e Kuznetsov. Lars Petter Nordhaug ha cercato di raggiungere l’olandese, poi è stato Hesjedal a cercare un nuovo attacco, ma Lampre Merida e Cannondale hanno preso di nuovo il comando del gruppo, con l’Omega Pharma a mettere il bastone tra le ruote facendo il vuoto dietro Kristjan Koren che provava ad aumentare il ritmo per il suo capitano Sagan.

A 6,2 km dall’arrivo è stato Geraint Thomas a mettersi in testa con Chris Froome e Jonathan Tiernan-Locke immediatamente alle sue spalle e subito dietro la Lampre Merida. A questo punto il distacco è notevolmente diminuito e a 3,8 km dall’arrivo è scattato Peter Sagan, ha chiesto aiuto a Matteo Trentin (compagno di Terpstra) che ovviamente non glielo ha concesso. Anche Greg Van Avermaet della BMC è fuggito e a 1,4 km i due hanno raggiunto l’olandese, a questo punto Gesink è andato in testa ed è riuscito a resistere agli attacchi degli altri uomini che man mano arrivavano da dietro, cioè Vichot, Van Avermaet, Wegmann, Rui Costa e di nuovo Terpstra, che però nella volata finale sono tutti rimasti alle sue spalle.

Ecco i primi nove della classifica finale:

1) R. Gesink (Belkin) 4h 58′ 13″
2) A. Vichot (FDJ) stesso tempo
3) G. Van Avermaet (BMC) +1″
4) F. Wegmann (Garmin Sharp) +1″
5) Rui Costa (Movistar) +12
6) N. Terpstra (Omega Pharma – Quick Step) +1″
7) T.J. Slagter (Belkin) +2″
8) M. Breschel (Team Saxo-Tinkoff) +3″
9) S. Jeschke (Argos Shimano) +4″

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