Francia: a processo la “banda dei barbari” per omicidio antisemita

Due anni fa esatti – era la metà di febbraio 2006 – era diventato il principale sospettato dell’assassinio un ventitreenne di religione ebraica e poi era fuggito all’estero finendo per essere arrestato a Abidjan, in Costa d’Avorio. Ma Youssouf Fofana, 24 anni, non era da solo e oggi in Francia si è aperto il processo

Due anni fa esatti – era la metà di febbraio 2006 – era diventato il principale sospettato dell’assassinio un ventitreenne di religione ebraica e poi era fuggito all’estero finendo per essere arrestato a Abidjan, in Costa d’Avorio. Ma Youssouf Fofana, 24 anni, non era da solo e oggi in Francia si è aperto il processo contro di lui e contro altri venti uomini, tutti appartenenti alla “banda dei barbari”, che ammettono il sequestro e le sevizie, ma negano l’omicidio. A stabilire esattamente di quali reati si sono macchiati gli appartenenti alla gang – e a comminare le relative condanne – sarà il tribunale di Parigi presso cui è iniziata la ricostruzione di una vicenda che sconvolse la nazione e fece rivivere lo spettro dell’antisemitismo.

La vittima, Ilan Halimi, era scomparsa dal negozio di cellulari in cui lavorava come commesso il 20 gennaio 2006: alla fine del suo turno, infatti, aveva raggiunto una giovane cliente che poco prima gli aveva dato un appuntamento trascinandolo in una trappola. Alla famiglia del ragazzo erano arrivate nei giorni successivi richieste di riscatto che, dagli iniziali 300 mila euro, erano via via scese fino a seimila. Ma le trattative non avevano portato a nulla e il 14 febbraio era spuntato un corpo sul quale erano chiaramente visibili – e li confermeranno i riscontri autoptici – segni di una tortura prolungata. Era quello del giovane francese e, a fianco dello shock per un calvario doloroso e inspiegabile, si erano immediatamente accese le polemiche: il movente dell’omicidio non avrebbe dovuto essere ricercato solo nel tentativo di estorsione, ma anche nell’appartenenza religiosa del ragazzo.

L’allora presidente, Jacques Chirac, e altre autorità – tra cui l’attuale premier, allora il ministro dell’interno, Nicolas Sarkozy – avevano partecipato al rito funebre, celebrato nella sinagoga di Parigi, insieme a migliaia di persone mentre si preparava una manifestazione, annunciata come imponente, contro l’odio razziale. Intanto si era diffuso il timore di nuove azioni violente contro gli ebrei quando dalla comunità di Sarcelles si era appreso della scomparsa di un altro ragazzo, riapparso qualche ora più tardi. Successivamente la nazionalità dei presunti assassini di Ilan Halimi, tra cui c’erano anche alcuni nordafricani e antillesi, aveva fatto temere uno scontro interetnico che si andava ad aggiungere ai moti che agitavano le banlieue. Ora tutto questo tornerà per essere discusso e approfondito in un’aula di giustizia.

Via PeaceReporter, PoliticaOnline, Wikipedia

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