Napoli, cinque arresti per l’omicidio di Gennaro e Carmine Sacco

Napoli, cinque arresti per la doppia esecuzione di Gennaro e Carmine Sacco: i killer si nascondevano proprio all’interno del clan di cui Sacco era il boss.

Cinque anni dopo il duplice omicidio di Gennaro e Carmine Sacco, padre e figlio freddati a colpo di pistola nel novembre 2009, i carabinieri di Napoli hanno arrestato i presunti responsabili, cinque persone vicine al clan Sacco-Bocchetti di cui Gennaro era il capo proprio in quel periodo.

Per mesi gli inquirenti hanno indagato sulle fazioni opposte, ma i colpevoli si nascondevano proprio in casa: il duplice omicidio sarebbe maturato per rancori interni al clan. Gennaro Sacco doveva morire e le persone vicine a lui non ci hanno pensato due volte prima di organizzare e mettere a segno l’agguato.

A fine novembre di cinque anni fa, Gennaro e Carmine Sacco, di 58 e 29 anni, stavano viaggiando in moto quando due sicari li hanno affiancati e hanno aperto il fuoco, uccidendoli all’istante.

Oggi, cinque anni dopo, il clan Sacco, attivo alla periferia nord di Napoli, si trova con 5 affiliati in meno. Gli indagati, già in carcere per altri reati, sono ora accusati di omicidio, detenzione e porto abusivo di armi comuni e da guerra con l’aggravante delle finalità mafiose.

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