Missioni internazionali: ministro Mauro ringrazia i militari ed esprime vicinanza ai marò

Dobbiamo affrontare le nostre responsabilità nel mondo. E’ sotto gli occhi di tutti il miracolo fatto dall’interposizione fra Israele e il Libano, che ha evitato il deflagrare di un conflitto mondiale, con la crisi in atto in Siria.

Saluto in videoconferenza per il ministro della Difesa Mario Mauro ai contingenti e alle unità navali impegnato nelle missioni internazionali di supporto alla pace: “La volontà del Ministro, nella festività del Ferragosto, intende portare la vicinanza e la gratitudine del governo a coloro che, con grande spirito di servizio e sacrificio, aiutano il processo di pace sostenendo le popolazioni nei territori in cui si trovano a operare”.

Nel messaggio del 15 agosto, Mauro ha espresso “vicinanza” del governo e di tutto il Paese ai due marò trattenuti in India, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre: “Tutti li aspettiamo a casa quando questo problema verrà risolto, presto e bene”. Impossibile non parlare poi dell’Egitto: “L’Italia deve fare tutto il possibile per evitare all’Egitto il flagello della guerra civile. La capacità dell’Ue e degli Usa di parlare alla classe dirigente egiziana e toccare le corde giuste con i militari egiziani è la strada obbligata per la riconciliazione”.

E ancora: “In Egitto, un bel sogno si è trasformato in un incubo agghiacciante. Quelle speranze che si erano manifestate fortemente nelle piazze del Cairo, oggi oltre che essere tradite aprono uno scenario inquietante per il Mediterraneo”. Capitolo a parte le missioni di pace italiane: ” Tutto il popolo italiano deve ai militari tantissimo, e ancora di più gli devono afgani, libanesi, somali e tutti quelli che sono toccati dalla loro missione di pace”.

Il ministro, collegato dalla sede della Scuola sottufficiali della Marina Militare di La Maddalena, ha aggiunto: “Dobbiamo affrontare le nostre responsabilità nel mondo. E’ sotto gli occhi di tutti il miracolo fatto dall’interposizione fra Israele e il Libano, che ha evitato il deflagrare di un conflitto mondiale, con la crisi in atto in Siria. L’attività delle nostre truppe è rischiosa, ma non per questo è momento importante per ciò che facciamo, anche a tutela dei commerci internazionali. Abbiamo 5.630 soldati in 33 missioni in 23 Paesi. Ricordiamo a tutta l’Italia che dipendiamo da voi e la nostra pace e democrazia e sicurezza sono nelle vostre mani. Vi esprimo la mia personale gratitudine e quella del governo”.

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