Don Seppia: Cassazione annulla condanna e dispone nuovo processo

Secondo la Cassazione l’ex religioso non dovrà rispondere dell’accusa di induzione alla prostituzione, ma solo di quella di rapporti sessuali con minori.

Don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente (Genova) già condannato per pedofilia e induzione alla prostituzione, dovrà essere processato nuovamente. Lo ha stabilito nella serata di ieri la Corte di Cassazione che ha annullato la precedente sentenza della Corte d’appello che confermava nove anni e sei mesi di carcere, cioè la decisione dei giudici di primo grado.

Secondo la Cassazione infatti l’ex religioso non dovrà rispondere anche dell’accusa di induzione alla prostituzione, ma solo di quella di rapporti sessuali con minori. Nelle condanne di primo e secondo grado erano state molto rilevanti le accuse di cessioni plurime di droga e fornitura di cocaina ai minori vittime di abusi.

La sentenza della Cassazione che venti mesi dopo la condanna di appello dispone un nuovo processo, alleviando le accuse a carico dell’ex parroco, arriva a sorpresa. Il suo legale, avvocato Paolo Bonanni, commenta soddisfatto:

«È stata accolta la tesi che abbiamo sempre sostenuto».

Don Seppia, parroco della chiesa di Santo Spirito di Sestri Ponente, venne arrestato a maggio del 2011, tra lo sconcerto di un’intera comunità.

Meno di un mese dopo finì in manette un suo comoplice, l’ex seminarista Emanuele Alfano, poi condannato a 5 anni e tre mesi di reclusione, pena in seguito diminuita di un anno.

Entrambi erano accusati di aver adescato degli adolescenti provenienti da situazioni di particolare disagio sociale, erano ospiti di una casa famiglia, fino a coinvolgerli in rapporti sessuali e consumo di cocaina.

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