Busta con proiettile recapitata a Schifani

“Ci hai fatto togliere i soldi e te ne sei vantato. Pagherai, morirai”. Il senatore Ncd, ex presidente di Palazzo Madama, per ora non commenta la minaccia

A Renato Schifani, avvocato ed ex presidente del Senato, è stato recapitato un bossolo di proiettile di medio calibro nella cassetta postale del suo studio di legale a Palermo. Il proiettile era dentro una busta da lettera, in un foglio accartocciato contenente minacce di morte. La missiva minatoria è stata trovata nella cassetta della posta lunedì mattina ma la notizia si è saputa solo in queste ore.

A prendere la busta un componente della segreteria di Schifani, oggi senatore in quota Ncd, poi l’allarme. Nella lettera secondo quanto si apprende ci sarebbe scritto che Schifani in alcune interviste rilasciate dopo la recente archiviazione dell’indagine per mafia contro di lui (nel video in alto) avrebbe menzionato tra le sue iniziative contro contro Cosa nostra il varo delle norme sul sequestro per equivalente dei patrimoni, mafiosi e non, acquisiti illecitamente e oggetto di compravendite con terzi di buona fede.

“Ci hai fatto togliere i soldi e te ne sei vantato. Pagherai, morirai”.

si leggerebbe nella lettera rivolta a Schifani che beneficia ancora di una scorta di cinque agenti e di due auto blindate. La minaccia contro il senatore si riferisce alla legge sui patrimoni e sui sequestri per equivalente, facente nel pacchetto sicurezza del 2008, che per salvaguardare i diritti dei terzi di buona fede, colpisce altri beni di mafiosi e corrotti, sequestrandoli e poi confiscandoli per una cifra “equivalente” a quella oggetto dell’illecito. Schifani per ora si è limitato a ribadire l’importanza di quella norma senza commentare le minacce a suo carico.

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