Strage di Capaci, ergastolo ai boss Barranca e Cannella: 12 anni al pentito Spatuzza

Strage di Capaci. Il nuovo processo è nato dalle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, condannato oggi a 12 anni di carcere.

Strage di Capaci. Si è chiuso questa mattina a Caltanissetta il processo bis per l’attentato costato la vita il 23 maggio 1992 al magistrato antimafia Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

Il Gup David Salvucci ha deciso di condannare all’ergastolo due dei boss coinvolti della strage, Giuseppe Barranca e Cristofaro Cannella, e di infliggere 30 anni di carcere a Cosimo D’Amato. Il pentito Gaspare Spatuzza, coinvolto nell’organizzazione dell’attentato, è stato invece condannato a 12 anni di carcere.

Le altre persone coinvolte nella fase preparatoria dell’attentato saranno processate nelle prossime settimane con rito ordinario, rinunciando quindi allo sconto di un terzo della pena previsto dalla scelta del rito abbreviato. Il Giudice dell’udienza preliminare ha anche disposto il risarcimento dei danni alle parti che si sono costituite parte civile.

Questo nuovo processo, celebrato con rito abbreviato a 22 anni da quella pagina che a cambiato per sempre la storia del nostro Paese, è scaturito dalle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, da anni collaboratore di giustizia. L’uomo, che solo di recente ha ammesso di aver compiuto almeno 40 omicidi nel corso della sua attività criminale, avrebbe aiutato gli inquirenti a fare luce sulla strage e chiarire, tra le altre cose, come fu confezionato il tritolo usato da Cosa Nostra per l’attentato dinamitardo lungo l’autostrada A29 in direzione Palermo.

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