Napoli: militare Nato circondato al semaforo, colpi di pistola

Otto uomini incappucciati affiancano l’auto di un militare Nato a un semaforo per rapinarlo; quando l’uomo fugge, partono i colpi di pistola. E’ successo a Napoli.

Agguato a Napoli contro un militare della Nato a scopo di rapina. L’uomo era fermo al semaforo quando è stato accerchiato da otto persone a volto coperto, una armata. Il gruppo ha provato a portare via l’orologio al militare, accorgendosi poi che non aveva valore. Allora hanno tentato di entrare in auto. Il militare americano è riuscito a scappare e a evitare due colpi di pistola.

Secondo la ricostruzione della polizia, il 38enne della Nato è di stanza all’aeroporto di Capodichino. Stava tornando a casa, al termine della giornata lavorativa, quando ha subito il tentativo di rapina, arma in pugno. Era fermo al semaforo di viale Maddalena quando i malviventi gli hanno scippato l’orologio e poi hanno provato a forzare la portiera della macchina.

A quel punto, il militare ha accelerato e sono partiti alcuni colpi di pistola da parte di uno dei rapinatori. Una delle pallottole ha colpito la portiera. Il militare è riuscito a raggiungere casa illeso, a Giugliano, e da qui ha sporto denuncia in commissariato. L’episodio si è verificato ieri sera. Gli investigatori sono al lavoro per cercare di identificare la banda di rapinatori.

La banda dei Rolex

Nel febbraio scorso, i carabinieri di Napoli e quelli di Caserta avevano arrestato cinque persone che agivano in varie province della Campania ed erano specializzate nel furto di Rolex. Durante la perquisizioni nelle abitazioni dei cinque, erano stati ritrovati numerosi orologi di marca e 14 mila euro in contanti. Per i furti, venivano utilizzati scooter e moto.

Non sono mancate le rapine a personaggi illustri a Napoli, tutte più o meno con lo stesso meccanismo. Auto ferma al semaforo, scooter che si affiancano e furto dell’orologio o dei gioielli. Vittima pure alcuni giocatori del Napoli, Marek Hamsik (alla moglie, incinta, fu rubata l’auto) e Valon Behrami (e le compagne di Ezequiel Lavezzi ed Edinson Cavani), così come il capo scorta del presidente della Repubblica tedesco. Nel 1986, fu addirittura rubato il Pallone d’oro che Diego Maradona aveva appena vinto e depositato in una cassaforte.