Forza Italia: manifestazione a Milano a settembre

Manifesti, aerei in arrivo a ferragosto, il Berlusconi-tour. E non finisce qui, diceva un vecchio e compianto conduttore prima della pubblicità. Santanchè annuncia le prossime mosse.

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Forza Italia è il chiodo fisso di Berlusconi, non c’è dubbio. E anche di Daniela Santanchè, entusiasta e scatenata anche mediaticamente per rilanciare il vecchi progetto di Silvio.

Poco importa se c’è una condanna di mezzo – anzi, forse è pure meglio, se si può capitalizzare il tutto –, poco importa se c’è una giunta che deve votare la decadenza da senatore di Berlusconi in base a una legge dello stato votata anche dal Pdl (che sosteneva la maggioranza di governo Monti) nel 2012.

Forza Italia va avanti. E così, dopo i manifesti, Twitter e la campagna sul web – con gli inviti ai simpatizzanti a diffondere il banner o la foto, che poi è la stessa cosa – ecco che arriva la manifestazione. La annuncia proprio Santanchè, intervistata dall’Ansa.

«Stiamo organizzando una grande manifestazione a Milano per settembre. Sarà la conclusione di questo processo di ritorno alle origini che ha avviato Berlusconi dal palco di via dell’Umilità»

L’agenzia di stampa chiede alla pitonessa se si tratti di una nuova Forza Italia, ma lei precisa che è proprio un ritorno al passato:

«Non è un remake. Si tratta di tornare al nostro passato, allo spirito che portò Forza Italia a vincere le elezioni. Ci rivolgiamo ai cittadini che vogliono cambiare, agli imprenditori, ai giovani»

Titolavamo bene, quando dicevamo che Berlusconi riparte dal ’93.

Santanché è decisissima e dà anche una definizione tutta sua di Forza Italia:

«è stato la prima lista civica del Paese. Lo ripeto, torniamo alle origini».

Ed è sicura anche che il progetto raccoglierebbe la volontà popolare:

«Oggi, la gente ha voglia di tornare a Forza Italia. Berlusconi sarebbe il presidente ma senza lacci. E’ il nostro leader».

La pasdaran, poi, lancia alla grande Marina Berlusconi:

«Io la vedo benissimo. Vorrei che l’Europa fosse come gli Stati Uniti d’America. Lì ci sono state e ci sono dinastie politiche. Mi riferisco ai Kennedy, ai Bush, ai Clinton. Non c’è nulla di strano».