Crimini nazisti: morto a 98 anni Csatari, picchiava gli ebrei a mani nude

La condanna a morte del 1948 a Kosice, in Cecoslovacchia, è rimasta ineseguita perché Csatari nel frattempo si era rifugiato in Canada, intraprendendo il mestiere di mercante d’arte.

Nessun essere umano è riuscito a ucciderlo, nonostante fin dal 1948 fosse stato condannato in contumacia alla pena di morte. A 98 anni, però, Csatari, è stato sconfitto dalla polmonite. Così il suo legale: “E’ morto sabato mattina in ospedale, dove era stato ricoverato per problemi intestinali e dove alla fine aveva contratto una polmonite”.

Csatari era stato arrestato nel 2012 a Budapest, quando figurava in testa alla lista dei criminali di guerra nazisti più ricercati al mondo dal Centro Simon Wiesenthal. La procura ungherese aveva scritto nell’accusa: “Picchiava regolarmente gli ebrei a mani nude o con una frusta, senza alcuna ragione e senza alcun riguardo per l’età, il sesso o lo stato di salute dei detenuti”.

Csatari si è sempre dichiarato innocente e non è mai comparso, in realtà, sul banco degli imputati di una corte slovacca per ostacoli giuridici. La condanna a morte del 1948 a Kosice, in Cecoslovacchia, è rimasta ineseguita perché Csatari nel frattempo si era rifugiato in Canada, intraprendendo il mestiere di mercante d’arte. Solo nel 1995, le autorità canadesi lo hanno identificato come il feroce aguzzino nazista, non riuscendo però a prenderlo.

Csatari era infatti scappato in Ungheria, dove è rimasto fino all’arresto del 2012. Il tribunale di Kosice, nel frattempo, ad aprile 2013 aveva commutato la pena di morte in ergastolo, dal momento che nel Paese la pena capitale è stata abolita. Questo aveva permesso a Bratislava di ottenere l’estradizione del criminale dall’Ungheria. Non ce n’è stato il tempo.