Imu, Berlusconi (disperato) tiene il governo con … l’amo in bocca

Il nodo dell’Imu si stringe o si allenta in funzione delle esigenze personali di Silvio Berlusconi che spaccia questo colpo in canna puntato sul governo per una: “battaglia di libertà e di rilancio dello sviluppo”.

Da Baku il premier Letta prova a stoppare gli assalti del Pdl sulla cancellazione dell’imposta sulla casa: “Gli impegni saranno mantenuti, ma tutti sappiano che se non ci sarà un governo e un Parlamento gli italiani l’Imu continueranno a pagarla, sia a settembre che a dicembre”. Parole che non spostano di una virgola il partito del Cav: “Niente trucchi, lo stop dell’Imu è prioritario, altrimenti tutti a casa e si va al voto”.

Anche perché Letta sa di essere sopra una polveriera, quanto meno in un labirinto: se cade il governo si paga l’Imu, comunque no ad elezioni anticipate con il Porcellum, ma sono “vietate” altre maggioranze. Come dire, si mena il can per l’aia tentando di aggirare il capo ferragostiano, poi si vedrà.

Intanto Berlusconi non si limita a tenere maggioranza ed esecutivo con l’amo in bocca al .. pesce agonizzante. Mancando segnali dal Colle per salvacondotto o grazia capaci di cancellare la sentenza di condanna – sentenza che presto dimostrerà tutti i suoi effetti devastanti – l’ex premier apre nel bel mezzo del periodo feriale la campagna di comunicazione in funzione di una campagna elettorale – data per certa dal Pdl – nel prossimo autunno.

“Io sono qui, io resto qui, non mollo. Continueremo tutti insieme a combattere questa battaglia di democrazia, per cambiare questo Paese, per farlo diventare un Paese dove i cittadini non rischiano di vedere calpestata la propria esistenza e libertà. La presenza di Berlusconi e Forza Italia infatti è l’unico baluardo contro un regime illiberale e giustizialista. Perché l’Italia deve diventare un Paese dove i cittadini non rischiano di vedere calpestata la propria esistenza e la propria libertà.”.

Queste parole pronunciate da Silvio Berlusconi durante la manifestazione di solidarietà a Roma, trovano oggi – appunto – una ulteriore conferma con l’avvio della campagna di comunicazione “Ancora in campo per l’Italia”. I problemi dell’Italia e degli italiani? Chissenefrega!

La fiducia torna sui mercati, ma attenti a non mollare la presa. Palazzo Chigi e Quirinale insistono per richiamare i partiti alle loro responsabilità, ma, come si vede, inutilmente.

Poche ore fa è intervenuto anche il presidente della Cei e arcivescovo di Genova Cardinale Angelo Bagnasco: “ Di fronte alla crisi “bisogna fare e fare in fretta. Ogni autorità, a qualunque livello, deve accelerare i tempi, semplificare procedure vecchie e dannose, procedere a marce forzate senza distrazioni o retropensieri”. “Nessuno – ha aggiunto il porporato – può chiamarsi fuori o rimandare l’impegno in prima persona”. “Una vera ripresa dell’occupazione ancora non si vede”. Ad affermarlo l’arcivescovo di Genova. “Si legge qua e là – ha detto ancora il porporato – di segnali positivi nella crisi che affligge da anni anche il nostro Paese. Se non sono presagi, ce ne dobbiamo moderatamente rallegrare sapendo che una vera ripresa dell’ occupazione ancora non si vede. I segnali positivi sono l’inizio dell’alba ma troppa gente attende il giorno per ripartire. Tutti auspichiamo che i cenni di ripresa diventino realtà per tutti: mentre la ripresa avanza lentamente infatti l’affanno di famiglie, giovani e anziani morde e non aspetta tempo”.

Invece succede esattamente il contrario. Con i partiti “out”.