Darfur, nuovi scontri tribali: 100 vittime

Non si placano le violenze tribali in Sudan: 100 vittime nell’ovest del paese. E sono attese nuove violenze

Non c’è pace per il Darfur: oltre 100 persone sarebbero state uccise ieri negli ultimi violentissimi scontri tra tribù verificatisi nella parte occidentale del Sudan; la notizia, riferita dalle autorità delle stesse tribù coinvolte, mostra un paese allo sbando completo, schiavo di una guerra civile sanguinosa e violenta che perdura da oltre dieci anni.

Secondo Medici senza Frontiere tra gennaio e maggio 2013 hanno cercato rifugio nella zona di Tissi, nel sudest del Ciad, decine di migliaia di persone provenienti dal Darfur, in fuga dalle violenze di una guerra senza fine: una fuga di massa resa oggi più complicata e rischiosa dalla stagione delle piogge, che aumenta esponenzialmente i rischi sociosanitari per la popolazione rifugiata e rende più complesse le operazioni internazionali di aiuto ai rifugiati.

“I bambini ovviamente, come sempre, sono le prime vittime di queste situazioni. Sono tra le categorie più vulnerabili, sono le categorie che per prime soffrono stati di malnutrizione e soffrono le più gravi conseguenze delle patologie che ho menzionato. Sono le principali vittime della malaria in particolare, per cui sicuramente necessitano in queste situazioni un’attenzione specifica e molto alta.”

ha dichiarato a Radio Vaticana Stella Egidi, coordinatore medico di Msf Italia. A darsi battaglia ieri sono state la tribù dei Rezeigat e i rivali di Maaliya, in sanguinosi e violentissimi scontri verificati ad Adila, nell’est della regione, uno scontro che perdura mediaticamente ancora oggi, con le due opposte fazioni che si accusano a vicenda di aver utilizzato mezzi ed armi pesanti.

“Abbiamo affrontato i Ma’alia […] e abbiamo distrutto una delle loro basi, uccidendo 70 membri. Abbiamo anche perso 30 uomini.”

avrebbero riferito alcune fonti interne della tribù dei Rezeigat citate dall’Ansa, che riporta anche denunce dalla controparte Ma’alia nei confronti dei rivali, accusati di aver incendiato alcuni villaggi.

La situazione umanitaria intanto resta drammatica: Msf ha lanciato un appello alla comunità internazionale, pochi giorni fa, chiedendo al mondo di fare qualcosa, qualunque cosa, per cercare di fermare le violenze incredibili perpetrare dalle milizie tribali del Darfur.

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