Calearo non si dimette: “Perché dovrei?”

Il deputato dei Responsabili cambia idea e resta a Montecitorio

di guido


Non è passato neanche un mese da quando Massimo Calearo aveva annunciato le dimissioni da deputato, e ha già cambiato idea. Non deve meravigliare, da uno che in quattro anni di legislatura è passato dal Pd all’Api di Rutelli per finire al Movimento di Responsabilità Nazionale che ha sorretto il governo Berlusconi nella sua ultima fase di vita.

A fine marzo una sua dichiarazione a “La zanzara” di Radio 24 aveva fatto scalpore: Calearo aveva ammesso candidamente di essere stato a Montecitorio solo 3 volte dall’inizio dell’anno e di non volerci tornare più fino a fine legislatura, di ritenere il Parlamento inutile ma di continuare a rimanere deputato perché lo stipendio gli serviva per pagare il mutuo. Pochi giorni dopo aveva annunciato l’intenzione di dimettersi: “La settimana prossima o questa vado a Roma dal mio capogruppo e poi me ne torno a casa a fare l’imprenditore”.

Di settimane ne sono passate quattro e le dimissioni non sono arrivate. In compenso Calearo è tornato nuovamente a farsi vedere alla Camera, per la sua quarta presenza annuale, e in molti hanno cominciato a chiedersi se avesse cambiato idea. La risposta è arrivata oggi in un’intervista al Giornale di Vicenza (di cui è editore), con una curiosa motivazione “giustizialista”:

“Per quanto sono stato male in questi giorni ero convintissimo di dimettermi. Ma poi tanti amici mi hanno detto che non avrei dovuto: in Parlamento ci sono i condannati, non è giusto che mi dimetta io che non ho fatto niente di male”

Inoltre denuncia una “macchinazione” contro di lui, minaccia querele e annuncia che i soldi degli eventuali risarcimenti andranno ai cassintegrati. Quel che è certo è che Calearo potrà continuare a pagare il mutuo per la sua casa “molto grande”, e che i Responsabili continueranno a vivere: infatti se il deputato veneto si fosse dimesso, il gruppo di Moffa, Scilipoti & co sarebbe stato a rischio scioglimento.

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