Roma, quattro arresti per usura aggravata: in manette il pugile Domenico Spada

Spada avrebbe minacciato l’imprenditore costringendolo a restituire 600 mila euro a fronte di un prestito di 140 mila.

Tassi di interesse dell’800 percento. Così tanto imponevano quattro usurai arrestati ieri nell’interland romano, tra la periferia sud della Capitale e i Castelli Romani. Quattro persone di etnia rom, due uomini e due donne, che avevano preso di mira alcuni imprenditori di Roma, a cominciare dal titolare di un bar sulla via Tuscolana, l’uomo ha deciso di denunciare tutto e far partire le indagini.

Tra le quattro persone arrestate c’è anche un volto noto, il pugile Domenico Spada, ex campione del mondo pesi medi e con una carriera fatta di 39 vittorie e 6 sconfitte, finito in manette in queste ore insieme a suo padre e due donne vicine al clan dei Casamonica, attivo dagli anni ’70 proprio sul litorale laziale.

Le indagini sono scattate nell’agosto dello scorso anno, quando l’imprenditore si è rivolto alle forze dell’ordine perchè non riusciva ad uscire dal tunnel dell’usura. L’uomo ha raccontato di essersi rivolto a una donna di etnia rom quando le banche non gli avevano concesso un prestito. La donna, vicina ai Catatonica, gli prestò 20 mila euro chiedendo però un tasso di interesse dell’800 percento.

A quel punto, non riuscendo a pagare, l’uomo è stato indirizzato dalla creditrice a una sua parente che l’ha aiutato a saldare il debito, continuano però ad applicare un tasso di interesse altissimo. Quando l’uomo non è riuscito a saldare il debito sarebbero entrati in gioco due uomini di Albano Laziale, Domenico Spada e suo padre.

Sarebbe stato proprio Spada, secondo quanto ricostruito nelle indagini, a minacciare fisicamente il commerciante e costringerlo a restituire quasi 600 mila euro a fronte dei 140 mila chiesi in prestito. Non soltanto, l’uomo sarebbe stato costretto anche a cedere a Spada una villa ad Albano Laziale tramite un atto di vendita, ovviamente a titolo gratuito.

Ora le indagini sono chiuse e per i quattro, Spada compreso, si sono aperte le porte del carcere con l’accusa di usura aggravata.

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