Livorno, Francesco della Volpe ucciso a martellate nel 1991: indagati la moglie e il cognato

Il cold case sembra finalmente risolto dopo ben 23 anni. Mandante ed esecutore materiale sarebbe già stati identificati.


A 23 anni dalla morte di Francesco Della Volpe, ucciso il 30 giugno del 1991 alle porte di Cecina, in provincia di Livorno, ci sono due indagati: la Procura sembra arrivata a una svolta comparando il DNA dei familiari dell’uomo con le tracce rinvenute sui reperti.

Il corpo di Della Volpe, muratore in una ditta edile a Rosignano Solvay, fu rinvenuto da due carabinieri in un fosso lungo un vialetto tra Montescudaio e Casagiustri. La testa massacrata a colpi di martello, una vera e propria esecuzione che rimase a lungo senza colpevoli.

La moglie dell’uomo, Carmela Granata, fu indagata a lungo, ma in assenza di prove ed elementi certi la sua posizione fu archiviata. Oggi, grazie alle più recenti scoperte tecnologiche gli esperti della scientifica hanno rianalizzato i reperti recuperati sul luogo del delitto e isolato due diversi DNA, Ignoto 1 e Ignoto 2.

Il successivo confronto col DNA dei familiari della vittima ha portato a una soluzione e due persone sono finite nel registro degli indagati: si tratta di Ernesto Fiumicello, 59 anni, cognato della vittima, indicato dagli inquirenti come esecutore materiale del delitto, e di Carmela Granata, 57 anni, che dell’omicidio del marito sarebbe stata la mandante morale.

Granata e Della Volpe avevano da tempo un rapporto burrascoso ed erano in via di separazione. Secondo l’ultima ricostruzione dei militari, Granata era esasperata dalle continue violenze domestiche che era costretta a subire, al punto da chiedere a Fiumicello di dare una lezione al marito.

La conclusione dei pubblici ministeri Alessandro Crini e Fiorenza Marrara non lasciano spazio a interpretazioni:

Con riferimento al reato più grave è stato individuato quale autore del delitto la persona del Fiumicello, il quale in quanto cognato di Carmela Granata, rimanda chiaramente a un contesto familiare. […] L’omicidio di cui si tratta si presenta di peculiare gravità, sia per la componente della premeditazione, nella sua forma peggiore, e cioè attirando la vittima in una trappola, sia per quella concorsuale, tanto nella materialità dell’azione, quanto con tutta verosimiglianza, a livello di concorso morale.