Minacce a Saviano: assolti Iovine e Bidognetti. Un anno a Santonastaso

Saviano ha commentato: “Vittoria a metà”.

Aggiornamento ore 18:25 – A mente più fredda, un’ora dopo la lettura della sentenza, Roberto Saviano ha commentato su Twitter dicendo che per lui oggi è stata una vittoria a metà

Aggiornamento ore 17:15 – È stata appena letta la sentenza del processo per le minacce a Roberto Saviano e Rosaria Capacchione e il Tribunale di Napoli ha assolto Francesco Bidognetti e Antonio Iovine per non aver commesso il fatto, mentre ha condannato a un anno di reclusione più il pagamento dei danni e delle spese processuali Michele Santonastaso. Quest’ultimo, oltre che a Saviano e a Capacchione, dovrà pagare i danni anche all’Ordine dei giornalisti della Campania.

Roberto Saviano, un po’ frastornato subito dopo la sentenza che aspettava da due anni, poi ha commentato:

“Non sono imbattibili, non sono invincibili e la sentenza lo dimostra. Dare la scorta a chi scrive
significa permettere di scrivere e garantire un diritto costituzionale. Spero che questa sentenza possa essere un primo passo verso la libertà, che ora ci possa essere una mia vita nuova”

Processo per minacce a Saviano e Capacchione

Oggi pomeriggio dovrebbe arrivare la sentenza della sesta sezione del Tribunale di Napoli sul processo in cui sono imputati i boss Francesco Bidognetti e Antonio Iovine più due loro ex avvocati, Michele Santonastaso e Carmine D’Aniello, accusati di minacce aggravate allo scrittore Roberto Saviano, alla giornalista (ora senatrice del Pd) Rosaria Capacchione e ai due magistrati impegnati nella lotta ai Casalesi, Federico Cafiero de Raho e Raffaele Cantone.

Iovine, lo ricordiamo, nei mesi scorsi si è pentito e ha collaborato con la giustizia, per lui i pm della Dda hanno chiesto l’assoluzione.
Saviano e Capacchione sono stati presenti all’udienza di oggi che si è chiusa intorno all’ora di pranzo dopo le arringhe conclusive.

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Lo scrittore ha documentato la sua presenza nell’aula 116 del Tribunale di Napoli attraverso foto e video pubblicate su Facebook. Mentre si dirigeva verso il tribunale è anche intervenuto telefonicamente a SkyTg24 dicendo:

“Per me è un giorno decisivo, credo che sia un processo importante a prescindere, cerco di essere obiettivo anche se sono coinvolto. Sono in grande ansia perché sono anni che vivo in questa situazione; la vivo un po’ come una resa dei conti. Non era mai successo nella storia della criminalità organizzata che dei capi si fossero esposti così tanto sulla libertà di stampa, considerando chi scrive responsabile delle loro condanne. Quindi questa è una novità assoluta. Il pentimento di Iovine che a metà processo si è pentito e ha collaborato anche alle indagini, è stata già anche in parte una vittoria. Questo processo è stato difficilissimo, quando sono andato in aula come testimone c’è stato un momento in cui la difesa dei boss ha cercato di processare me, di far saltare la mia credibilità. È stato un processo vissuto con un certo isolamento, i media non ne parlavano particolarmente”

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