La Lega caccia Borghezio?

L’ultraleghista potrebbe fondare un nuovo movimento neo-fascista


L’avevano avvertito di abbassare i toni già qualche tempo fa, quando in seguito alle assurde dichiarazioni sul caso Breivik venne sospeso per tre mesi. Per Mario Borghezio, però, “abbassare i toni” è impossibile. E infatti ci è ricascato pochi giorni fa, chiedendo al governo di vendere parte del meridione per ripianare il debito pubblico. Ma nella nuova Lega Nord di Roberto Maroni, che si vuole moderata e un pochino chic, non c’è più spazio per il becerume trash dell’ultrà piemontese.

Il pretesto per l’allontanamento è semplice: Borghezio ha chiesto di vedere i libri contabili della Lega piemontese per assicurarsi che il repulisti non si fermi alla Lombardia. La risposta del deputato Davide Cavallotto, responsabile organizzativo del Piemonte, è stata di quelle che non lasciano spazio a dubbi: “Visto che non versa la sua quota volontaria, non ha alcun titolo per rilasciare dichiarazioni per conto del movimento o richiedere informazioni”. Ma come? Si tratta così Borghezio? Uno che è stato minacciato, impiccato (solo il suo manichino), pestato (per davvero) per il bene della Padania? La triste verità è che nel nuovo corso leghista Borghezio è più imbarazzante che utile. Da personaggio folkloristico è diventato un peso che il partito non vuole più portare.

Visto, però, che il personaggio ha una sua popolarità, le acque per il momento si sono calmate: il presidente della Regione e segretario della Lega in Piemonte, Roberto Cota, ha datto un buffetto affettuoso al Marione Padano: “Abbiamo mostrato i bilanci e Borghezio ci ha detto di aver versato un congruo acconto, creando le condizioni per tornare a essere tesserato”. Prima sospeso, poi cacciato, infine riammesso, ma Borghezio non si scompone: “Se non mi vogliono andrò altrove: io sono come Woodcock, dove vado lavoro”.

Una situazione solo momentaneamente rientrata. Borghezio non può darsi una calmata – come la Lega vorrebbe – o non avrebbe più senso di esistere. Piuttosto, e le sue parole sembrano confermarlo, potrebbe tirare fuori dal cappello un progetto che aveva solo messo da parte: un nuovo movimento politico ispirato al Front National di Marine Le Pen. Visto l’exploit realizzato dalla candidata in Francia il momento potrebbe essere propizio. Si tratterebbe di un “network europeo dell’ultradestra conservatrice, cristiana e nazionalista” – come spiega Notapolitica.it – e c’è poco da stupirsi: nonostante la lunga militanza in una Lega che (a parole) si è sempre detta antifascista, Mario Borghezio ha un passato di militanza nella Gioventù Europea e in Ordine Nuovo negli anni ’70 che lascia pochi dubbi. Per lui sarebbe un ritorno a delle origini mai rinnegate.

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