Roma, aggrediti due titolari di un autosalone (uno è morto): è giallo

Non ci sono ancora certezze per quanto riguarda l’aggressione di due titolari di un autosalone di Roma. Ieri un cliente ha avvertito la polizia subito dopo aver trovato i due corpi a terra. Per ora si parla di un giallo: uno dei due titolari è morto in seguito alle ferite, l’altro è in condizioni gravi.

Non ci sono ancora certezze per quanto riguarda l'aggressione di due titolari di un autosalone di Roma. Ieri un cliente ha avvertito la polizia subito dopo aver trovato i due corpi a terra. Per ora si parla di un giallo: uno dei due titolari è morto in seguito alle ferite, l'altro è in condizioni gravi.

L'aggressione è avvenuta lunedì pomeriggio in un autosalone di via Tito Livio (foto Corriere), a Roma, zona Monte Mario. I due titolari della concessionaria, parenti, sono stati trovati in gravissime condizioni all'interno dell'autosalone: presentavano ferite profonde alla testa, provocate da un corpo contundente (forse un martello o un cric). Inizialmente si era parlato di ferite di arma da fuoco. Entrambi in codice rosso sono stati trasferiti in due ospedali, al Santo Spirito e al Policlinico Gemelli. Uno dei due, il più giovane, è deceduto al Santo Spirito: l'uomo, il 38enne Massimiliano Patis, presentava profonde ferite al cranio. Vano il tentativo di salvarlo con un intervento chirurgico.

E il Corriere pubblica anche la possibile dinamica.

A scoprire i due uomini feriti è stato un cliente dell'autosalone che aveva appuntamento con il proprietario. Giunto sul posto, l'uomo ha trovato il cartello «Torno subito» sulla porta dell'autosalone, ma la porta era aperta e, soprattutto c'erano alcune macchie di sangue proprio all'ingresso. Insospettito, è entrato ed ha trovato i due corpi, quello di Patis e quello di Alessandro de Antonis, 42 anni, riversi in una pozza di sangue. L'uomo ha chiamato immediatamente la polizia e sul posto sono intervenuti la Squadra Mobile e il 118.

Ancora al vaglio degli inquirenti le ipotesi dell'aggresssione.

Gli investigatori della mobile romana, che hanno avviato una serie di accertamenti anche sulla vita privata dei due uomini, sembrano essere orientati verso un omicidio «d'impeto» e non verso una azione premeditata. La polizia ha già ascoltato alcune persone, ad esempio altri commercianti della via, molto tranquilla e residenziale, per capire se qualcuno ha notato movimenti sospetti o persone che fuggivano. Tutte aperte, al momento, le ipotesi investigative. Dalla lite finita in tragedia, alla rapina o anche ad regolamento di conti.