Fini pronto a dimettersi? Stavolta sono i suoi a chiederlo

I “futuristi” premono per la discesa in campo del Presidente della Camera

di guido


Da quando ha abbandonato l’ex alleato Berlusconi per fondare Fututo e Libertà, le richieste di dimissioni nei confronti di Gianfranco Fini sono fioccate quasi ininterrottamente. Adesso però sono proprio i suoi più stretti collaboratori a premere perché il leader lasci lo scranno di Montecitorio e torni a sporcarsi le mani nell’agone politico.

Il fedelissimo Carmelo Briguglio su Twitter ha scritto “Polo della Nazione? Senza Fini in campo non decolla, Casini da solo non ce la fa…”. Poi, sempre sul social network, un tweet ha fatto pensare che il momento fosse giunto. Dall’account di Fini è partito il messaggio “Ora o mai più, per @gianfranco_fini: il suo tempo e’ qui e ora, senza se, senza ma e senza impedimenti istituzionali”. Subito dopo il tweet è stato cancellato ed è ricomparso a firma di Fabio Granata: un lapsus di chi gestisce i profili “futuristi”?

Ma l’intervista su Repubblica di oggi rilancia un Fini desideroso di lasciare l’equidistanza che il ruolo di terza carica dello Stato gli impone, e che per i finiani somiglia tanto a una camicia di forza, soprattutto nel momento di massimo attivismo di Casini. E quando, su Repubblica, Fini se la prende con il Pd e il Pdl, sembra lanciare un messaggio all’alleato-rivale, a cui di certo non vuole fare da gregario dopo una vita da delfino di Berlusconi.

Se dimissioni saranno, bisognerà scegliere il momento giusto, e il tempismo non è certo la dote principale di Fini. È già rimasto scottato quando ha provato a far cadere il governo Berlusconi troppo presto, e si è visto costretto ad abbandonare la velleità di guidare il nuovo centrodestra: se sbagliasse anche il momento della ri-discesa in campo, il suo destino sarebbe segnato.

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