Ipse dixit – D’Alema fa (poca) autocritica. Lenin: “Poco, meglio di niente”

D’Alema, di cui nessuno mai mette in discussione le “qualità” di politico professionale, a cicli alterni – di solito ogni cinque anni – fa l’analisi delle vittorie (poche) e delle sconfitte (molte) del suo partito e della sinistra. Il dato fermo è sempre lo stesso: che”lui” ha sempre ragione. “L’Italia – chiosa l’ex ministro degli

D’Alema, di cui nessuno mai mette in discussione le “qualità” di politico professionale, a cicli alterni – di solito ogni cinque anni – fa l’analisi delle vittorie (poche) e delle sconfitte (molte) del suo partito e della sinistra.

Il dato fermo è sempre lo stesso: che”lui” ha sempre ragione. “L’Italia – chiosa l’ex ministro degli Esteri – è a destra dagli anni 90 e noi non abbiamo saputo organizzarci dopo la crisi dei partiti. Con Berlusconi il paese si sente guidato, al di là dei risultati, noi abbiamo dato un senso di vuoto di autorità, presentandoci come una confusa coalizione divisa in gruppi vanitosi e autoreferenziali. Questa è stata la nostra colpevole debolezza”.

Analisi convincente? E “lui” dov’era? Che faceva? Il Cincinnato o il mangia poltrone? Pensare che il primo D’Alema (con Giuliano Amato) di Italianieuropei voleva costruire il nuovo Partito socialista democratico, che il secondo D’Alema presidente Ds aveva decretato la morte di Berlusconi e del berlusconismo, che il terzo D’Alema ha spinto per il Pd di Veltroni.

Adesso siamo al quarto D’Alema (ovviamente dell’era post Pci), del rilancio dell’alleanza con la sinistra che non c’è più. E sul Pd? Silenzio! Ipse dixit! Quand’è che qualcuno, tirando le fila dei successi e degli insuccessi, dirà a “baffino” di godersi le meritate pensioni?

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