Verona, arrestato vigile con 5 kg di hashish in auto

Dopo essere stato indagato per un giro di patenti false, il vigile urbano di Padova è stato fermato con cinque pacchetti di hashish da un chilo nella sua automobile. Fermato anche l’altro passeggero

Un vigile urbano di 53 anni, Giovanni Courrier, è stato arrestato dopo che in un borsone sistemato dietro il suo posto di guida sono stati trovati 5 chilogrammi di hashish. L’arresto è avvenuto alle 15 di sabato, al casello di Verona Sud. Courrier è a bordo di un’Opel Meriva con Giuseppe Saccà, 35 anni di Verona. La polizia sa che su quell’autovettura c’è una borsa che “scotta” e la ferma. Fra il sedile posteriore e lo schienale del conducente ci sono 5 panetti di hashish da un chilo l’uno, un quantitativo che fa scattare le manette sia per Courrier che per Saccà. Ma se al più giovane conducente vengono concessi i domiciliari, per Courrier si aprono le porte del carcere veronese di Montorio.

L’ex moglie dell’uomo, residente a Padova, non accetta di ospitare l’ex coniuge che avrebbe diritto ai domiciliari. Non è la prima volta che Courrier – attualmente recluso in un’apposita sezione riservata alle forze dell’ordine – ha problemi con la legge: alcune settimane fa, probabilmente su invito degli stessi colleghi di Courrier, alcuni membri della Squadra mobile si erano presentati nel suo appartamento con un decreto di perquisizione nell’ambito di un’indagine su di un giro di patenti false.

Dopo lo stop e il sequestro dell’hashish, gli investigatori si sono recati nell’abitazione di Saccà dove hanno trovato altri 4 etti di droga (non è ancora stato accertato se hashish o marijuana), 25 grammi di cocaina, un bilancino, cellophane per preparare le confezioni, una pistola calibro 9 non denunciata e un caricatore con proiettili.

Davanti al gip Isabella Cesari, Courrier ha dichiarato di non essere a conoscenza della droga trasportata in auto e di avere voluto fare un piacere al suo conterraneo, siciliano come lui e invalido, perché privo di una mano. Secondo la versione di Courrier – confermata da Saccà – il vigile avrebbe procurato l’auto (che non è intestata a nessuno dei due) per accompagnare l’amico a una visita. Dopo l’ispezione della Mobile di qualche settimana fa, il Comando gli aveva imposto la restituzione dell’arma e lo aveva trasferito “sotto osservazione” negli uffici delle attività economiche, ora, di fronte al provvedimento restrittivo della libertà, è arrivata la definitiva sospensione e, al netto dell’iter giudiziario, verrà aperto nei suoi confronti un procedimento disciplinare.

Via | Il Mattino di Padova