Gad Lerner accusa Bossi: “I soldi li ha rubati lui”

E alla fine Rosy Mauro paga per tutti


In fondo un po’ tutti speriamo che Umberto Bossi sia stato raggirato dai suoi fedelissimi e che davvero non ne sapesse nulla. Un po’ perché scoprire che l’uomo che ha sbraitato per anni contro ruberie & familismi fosse il primo ad attuarli è davvero un colpo duro, un po’ perché il Bossi in versione “oracolo padano” degli ultimi anni in fondo sta (è stato) simpatico a molte più persone di quelle disposte ad ammetterlo. Ma a rovinare questa visione un po’ edulcorata interviene uno che raramente si è lanciato in “j’accuse”, e probabilmente questa volta l’ha fatto perché la Lega Nord, da sempre, sta simpatica anche a lui: Gad Lerner, che sul suo blog scrive:

Possono girarci intorno finché vogliono, ma in cuor loro i leghisti lo sanno benissimo che il maggiore beneficiario di denaro pubblico illegalmente adibito a portafoglio privato, si chiama Umberto Bossi. Bossi è l’unico parlamentare della Lega che non risulti aver versato alcun contributo al suo partito. Ha mantenuto nel lusso i figli mal educati, probabilmente ha rubato un’eredità (l’appartamento di via Mugello a Milano) su cui non fornisce ancora spiegazioni. Il vecchio slogan del fascista Pisanò, “si scrive leader, si dice lader”, sembra confezionato su misura per il fondatore della Lega.

Non solo non sapeva, ma sarebbe il “maggior beneficiario” delle manovre ordite da Belsito. Altro che “complotto romano” e “sono stato fregato”, insomma. La dura accusa di Lerner si inserisce in una situazione sempre meno convincente: cacciato Belsito, e ci mancherebbe, è stata espulsa anche Rosy Mauro. Non, però, per aver rubato, ma per aver detto “no” all’ordine di dimettersi da vice-presidente del Senato. Cacciata per insubordinazione. Messa così, sembra veramente che Maroni abbia individuato il capro espiatorio, per di più donna e “terrona”.

Non si spiega altrimenti per quale ragione lo stesso trattamento non sia stato riservato al Trota. Proprio lui che è stato ripreso a intascare i soldi del partito, che si è comprato le lauree, che è il simbolo vivente degli errori della Lega in quanto figlio del capo, viene graziato in quanto… figlio del capo. Se a questo si aggiunge che si continua a chiudere un occhio sui sospetti attorno a Calderoli, viene il dubbio che il nuovo corso maroniano cominci nascondendo un po’ di polvere sotto il tappeto.

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