Epifani soffia sul fuoco: “si rispetti la sentenza”

Il segretario del PD al Corriere della Sera su Berlusconi si dimostra indisposto a trattare e soffia sul fuoco: “la legge è uguale per tutti”

In un’intervista pubblicata questa mattina dal Corriere della Sera a firma di Monica Guerzoni, il segretario a tempo determinato (o a progetto) del PD Guglielmo Epifani ha parlato della situazione politica generale, della posizione del partito in merito alla condanna confermata dalla Cassazione in un oceano di polemiche sterili e dei difficili rapporti all’interno della maggioranza.

Una posizione che appare intransigente, dura, fermissima, quella del segretario dei democratici, ma che in realtà nulla dice e nulla fa: l’immobilismo del PD, schiacciato com’è tra posizioni inconciliabili, è probabilmente l’unico elemento certo all’interno del panorama politico italiano.

“Non vedo altra possibilità che prendere atto della sentenza e degli effetti che produce, non ci sono strade ed è anche sbagliato cercarle. […] le sentenze vanno rispettate ed eseguite. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, per quanto possa essere dura. In qualsiasi ordinamento democratico il principio di legalità non può mai essere discusso.”

Una posizione che parrebbe di rottura con l’alleato politico ma che rivela tentennamenti sopratutto quando Epifani, incalzato poco dopo dalla giornalista che vorrebbe chiaramente riportare un appello ufficiale e chiaro a Berlusconi per un passo indietro, tentenna, dice e non dice, addirittura cita “un video” in cui un “giovane” Berlusconi parlava di passi indietro in caso di condanne per evasione fiscale (dimenticando questo video in cui filosofeggia sulla “morale” dell’evasione fiscale).

Epifani si appella al principio di legalità, superiore secondo il segretario alle valutazioni politiche (e dunque anche della tenuta del governo? Questo non è chiaro perchè Epifani è sibillino). L’intervista rivela un segretario preparato, nel senso che risponde ciò che si era preparato in precedenza: alla domanda sulla possibile grazia, o su un eventuale amnistia votata dal Parlamento e, più in generale, su una riforma della giustizia, il segretario democratico risponde:

“Adesso stiamo parlando del tema in sé, le conseguenze di carattere sanzionatorio della sentenza. E su questo terreno non c’è via di uscita. È chiaro che siamo di fronte a un fatto enorme, però guardiamo anche cosa succede negli altri Paesi. E poi la stragrande maggioranza della opinione pubblica e degli elettori del Pd chiedono che Letta vada avanti, ritengono che vengano prima gli interessi del Paese che quelli di una parte o di un singolo.”

Insomma, il gioco delle scimmiette sagge: il problema, se così si può definire, è proprio una riforma della giustizia, rinviata da 30 anni da tutti, che oggi viene tuttavia caldeggiata con forza solo dal Pdl, che ha espresso una posizione chiara anche sui referendum proposti dai Radicali in queste settimane.

Sul governo invece Epifani garantisce il sostegno del PD, seppur lasciando intendere che sarebbe ora, alla luce della condanna probabilmente, che il governo si recasse davanti al Parlamento per chiedere la fiducia (richiesta non espressa, a dire il vero, dal segretario Epifani, che lascia intendere):

“[…] ritengo ci sia bisogno di un tagliando, anche se mi hanno detto che ho usato una parola da Medioevo. Hanno detto che vogliono andare avanti? Ecco, siamo alla prova del fuoco. Il Paese vuole che si affrontino i problemi: scuola, esodati, precari della pubblica amministrazione…”

Su legge elettorale e conflitto d’interesse (da quando il PD è interessato ad una legge sul conflitto d’interesse? Se lo chiedono in molti) i lavori da settembre procederanno, è la convinzione di Epifani, a spron battuto partendo dalle proposte dei democratici alle quali si potranno aggregare gli altri.

Sui rapporti con il “giovane” Renzi, sulla possibilità che Letta faccia affondare la barca dell’esecutivo per placare le mire del sindaco di Firenze, Epifani descrive un clima completamente diverso da quello che appare:

“Sono tutti d’accordo su un punto: si va avanti per fare. Niente trame, questo è il cuore delle scelte. Ma quando c’è da dire dei no, si dicono dei no.”

Epifani ha inoltre confermato la sua non intenzione a candidarsi alle primarie del PD. Sui desideri del fiorentino Epifani ricorda sia il voto per il segretario, con le primarie regolamentate in modo chiaro alle quali Renzi potrà presentarsi, tornando anche sull’eventuale candidatura del sindaco a palazzo Chigi:

“Su questo ho le mie opinioni, in ogni caso il Pd ha bisogno di un segretario di alto profilo che innanzitutto si occupi del partito, l’unica forza politica non personale e quindi che va preservata e riformata. Poi è evidente che ognuno è libero di decidere dove candidarsi.”

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