Silvio Berlusconi vuole l’amnistia: che cos’è?

La nuova strada per concedere l’agibilità politica all’ex premier

di guido

La parola d’ordine che sta mobilitando le schiere dei “berluscones” dentro è fuori dal Parlamento è “agibilità politica”, ovvero la necessità di trovare una strada che consenta al Cavaliere (o ex Cavaliere) di continuare a fare politica, candidarsi ed essere eletto nonostante la condanna definitiva per il processo Mediaset, che secondo la legislazione attuale lo mette fuori dai giochi per almeno 6 anni. Si è parlato di grazia, ma a parte il fatto che Napolitano non sembra ben disposto a concederla, questa avrebbe consentito a Berlusconi di evitare i domiciliari, ma non la decadenza da senatore e l’incandidabilità. Stesso discorso per l’indulto. La nuova strada è quindi l’amnistia.

L’amnistia è prevista dall’articolo 79 della Costituzione ed è un provvedimento generale di clemenza che, secondo l’art 151 del codice penale:

estingue il reato e, se vi è stata condanna, fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie.

A differenza dell’indulto, previsto dallo stesso articolo della Costituzione, e dalla grazia che condona una singola pena, l’amnistia consiste in pratica nella rinuncia da parte dello stato a non perseguire determinati reati. Per stabilire quali, e in quale arco di tempo, occorre una “legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera”.

L’amnistia è, non da oggi, un cavallo di battaglia dei radicali, che chiedono da anni un provvedimento generale di clemenza che annulli reati non violenti con il doppio effetto benefico di cancellare migliaia di procedimenti che intasano il corso della giustizia italiana, e di risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. Finora, nonostante interventi eccellenti – su tutti, il discorso di Giovanni Paolo II al Parlamento italiano nel 2002 – non si è mai trovata una maggioranza disposta a varare il provvedimento, e curiosamente la maggior contrarietà è sempre arrivata dal centrodestra. L’unico provvedimento che si è riusciti ad approvare è stato l’indulto del 2006 del governo Prodi, che però non ha risolto il problema della giustizia (i processi sono andati avanti nonostante poi le pene non siano state scontate) e su cui il centrodestra è intervenuto pesantemente per inserire reati che interessavano a Berlusconi (tra cui appunto la frode fiscale).

È ovvio che se si varasse un’amnistia, Berlusconi tornerebbe incensurato e decadrebbero le pene accessorie (tra cui l’interdizione dai pubblici uffici ancora da definire), la decadenza da senatore e l’incandidabilità. L’uovo di colombo, che però ha diversi punti deboli. Il primo è la maggioranza dei due terzi: l’attuale maggioranza di governo ha i numeri, ma il Pd dovrebbe votare compatto per l’amnistia a Berlusconi. Considerate le spaccature all’interno dei democratici, anche nell’improbabile ipotesi che il partito decida per il sì, i numeri sarebbero risicatissimi. Senza contare che in Italia non si fa un’amnistia dal 1990 proprio perché non c’è mai stata una maggioranza dei due terzi.

Ma anche ammesso che ci fossero i numeri, la difficoltà maggiore è nella definizione dei reati. Ovviamente l’amnistia non può includere ogni reato, e spetta al Parlamento decidere quali amnistiare. Di solito, rifacendosi al passato, si cerca di trovare un corpus di reati coerenti tra loro, ad esempio solo reati finanziari o tributari, o solo reati con pena al di sotto dei 4 anni, e via dicendo. In questo caso, per salvare Berlusconi, bisognerebbe mettere insieme una grande varietà di reati.

Anche perché l’amnistia sarebbe inutile se riguardasse solo il caso Mediaset, visto che Berlusconi ha in corso diversi altri procedimenti che potrebbero costargli pene e interdizioni anche maggiori (tipo il caso Ruby). In questo caso bisognerebbe mettere insieme in un inedito pout-pourri reati fiscali e favoreggiamento della prostituzione minorile. E non si potrà ricorrere in futuro a una nuova amnistia in caso di una nuova condanna perché, tra le altre cose, per consuetudine l’amnistia non si applica ai recidivi.

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →