Beppe Grillo sul blog: «Napolitano, un passo indietro»

“È il garante di una situazione politica destinata al fallimento che ha consentito e avallato”.

Beppe Grillo all’attacco del presidente della Repubblica. Mentre Giorgio Napolitano è impegnato a smentire le ricostruzioni che lo vogliono impegnato nella ricerca di una qualche forma di salvacondotto per Berlusconi, sul presidente della Repubblica piomba anche il post di Grillo, che lo prende direttamente di mira per chiedergli, fin dal titolo, di fare “un passo indietro”.

Napolitano ci ha provato. Lui voleva, vuole, lo status quo, la stabilità politica. Ha creduto che un governo delle larghe intese potesse impedire il crollo del Paese. Invece ha ottenuto l’effetto contrario. E’ stato un doppio azzardo voler rimanere per un altro settennato e accettare un governo condizionato da Berlusconi imputato in più processi che, fosse solo per la statistica, poteva diventare un pregiudicato in breve tempo. Napolitano deve prendere atto che in entrambi i casi queste sue decisioni si sono rivelate un rischio maldestramente calcolato.

Non è una questione di buona fede o meno, spiega il leader del Movimento 5 Stelle, ma della situazione in cui le decisioni del presidente della Repubblica, primo sponsor e garante del governo di larghe intese, ci hanno consegnato:

I cento giorni di Letta hanno prodotto il nulla sotto vuoto spinto in un momento in cui occorrevano azioni immediate e forti per rilanciare l’economia, proteggere le famiglie disagiate e contrattare la nostra posizione in Europa. Prima dell’insediamento del Governo si discuteva della necessità di fare in fretta, il più in fretta possibile, sotto l’urgenza dei problemi. Poi, il silenzio, il rinvio, gli annunci e il tentativo di cambiare la Costituzione senza alcun motivo.

E quindi, Napolitano ha voluto il governo Letta; il governo Letta non ha combinato un bel niente. Ragion per cui, nella interpretazione di Grillo, è lo stesso Capo dello Stato che deve capire di aver sbagliato e rimediare il prima possibile, passando la mano a un nuovo presidente che riesca a ribaltare la situazione:

Lui è oggi, che lo voglia o meno, il garante di una situazione politica destinata al fallimento che ha consentito e avallato. Gli chiedo un passo indietro, il passaggio del testimone a un altro presidente che deciderà se sciogliere le Camere o proporre scenari di governo diversi da quello attuale che è insostenibile come Napolitano stesso probabilmente ammetterebbe in privato. Ci sono sempre alternative, signor Presidente, e oggi è necessario voltare pagina.

Perché non può essere Napolitano stesso a guidare un altro cambiamento? Un po’ perché, come detto, è stato lui stesso ad accettare e sponsorizzare questa situazione, un po’ per questioni anagrafiche:

Napolitano è un signore che fa politica dal dopoguerra, in Parlamento dal 1953, conosce deputati, senatori, ministri come un anziano maestro di scuola conoscerebbe ad uno ad uno i suoi ex allievi. E’ l’ultimo dei politici della Prima Repubblica ancora sulla scena, dopo la scomparsa di Andreotti, Cossiga e di tanti altri. E’, che lo voglia o meno, il vero punto di riferimento di un Governo di nani. Un’alternanza al Quirinale avrebbe prodotto un cambiamento, un’uscita da una situazione cristallizzata, così non è stato. Ma nessuno, e Napolitano lo sa meglio di altri, è insostituibile.

Un cambiamento ai vertici dello Stato che, forse, potrebbe fare da viatico per quel “governo della società civile” sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle che al momento sembra essere l’unica alternativa praticabile al ritorno alle urne.

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