Orgoglio Leghista, cosa hanno detto Bossi e Maroni

Dopo gli scandali i militanti si ritrovano. Ecco cosa è successo.

Ci siamo: Orgoglio Leghista è partito. La manifestazione della Lega Nord è un momento importante di rifondazione per la base leghista dopo gli scandali che hanno portato alle dimissioni di Umberto Bossi dalla segreteria di partito.

Bene: facciamo il punto. Cosa è saltato fuori dalla serata della Lega con i militanti, dalla serata di Padania Pride, di orgoglio leghista ferito? Maroni ha promesso l’espulsione di Francesco Belsito, il tesoriere indagato, e anche per Rosi Mauro non si avvicinano tempi felici.

La base vuole la sua testa, probabile che i vertici del partito gliela daranno. Congressi in vista, presto, a giugno. Maroni è stato molto più duro, la sua è una posizione ora è più forte nella base ora come ora, Bossi è stato travolto e si è dimesso.

E non ha risparmiato colpi durissimi ai figli, incolpandoli in sostanza di quanto accaduto “A me spiace non solo per la Lega, anche per i miei figli, li ho rovinati io, dovevo fare come ha fatto Berlusconi, mandarli a studiare lontano, all’estero”, testuali parole. Bossi affranto, colpito duramente.

Ore 21.58 – Riparte Bossi, dopo una piccola cerimonia sul palco con tanto di bacio delle bandiere. “Già tra un paio di settimane il centralismo romano riceverà una batosta”.

Ore 21.55 – “Noi abbiamo fatto un passo che ci è costato la vita, siamo l’unica forma di opposizione. Abbiamo presentato in tribunale a Roma disegni di legge per le pensioni, per il tfr (…) io vedo tutto come un qualcosa, un tentativo di affondare politicamente la Lega, loro che pensavano la Lega è divisa adesso diamo uno spintone va giù tutto”. Invece, secondo Bossi no. Ma è davvero poco convincente, quasi mesto. Tanti fischi per ora. Applausi solo quando rievoca il sogno della Padania.

Ore 21.53 – “Quello che è avvenuto è solo il tentativo di distruggere la Lega, non possono fare sparire la Lega per decreto”. Bossi prosegue nella visione complottista dell’inchiesta che ha travolto le camicie verdi nelle ultime settimane.

Ore 21.51 – “I parenti di primo secondo grado come il mio, non devono più poter lavorare nella Lega, sono un rischio, coinvolgendo loro nei pasticci, si mette in crisi la Lega. Avrete capito bene che il meccanismo è una specie di complotto ordito al momento opportuno”. Fischi.

Ore 21.50 – Bossi parla ancora dei figli: “Sbagliai, dovevo mandarli via, era l’unico modo di salvarli, e di questo mi piange il cuore, sono cose che segnano la vita di una persona, certo, la canaglia giornalistica, quelli sono prezzolati, a regime”.

Ore 21.48 – “Io penso che la cosa principale da decidere stasera è un giuramento fatto da chi deve dirigere la Lega, mai più cerchi magici… non esiste, addirittura leggo sul giornale che mia moglie fa le messe nere” Fischi dal pubblico. “È stata solo una persecuzione, a me spiace non solo per la Lega, anche per i miei figli, li ho rovinati io, dovevo fare come ha fatto Berlusconi, mandarli a studiare lontano, all’estero”. Questa è grossa.

Ore 21.46 – Continua Bossi, fischiato. Parla di Belsito, ma il pubblico non apprezza. “Io non credo che le cose avvengano per caso, le cose sono organizzate, d’altra parte fratelli padani, la libertà si conquista e non la regala nessuno, e allora noi dobbiamo… è importante che oggi siete venuti numerosi, sento molto fervore, dopo una serie di errori, esempio, la divisione all’interno della Lega, non aspettavano altro che vederci separati per colpire, la divisione poi fa male soprattutto a noi”. Colta citazione scespiriana “Non è vero che Maroni è Macbeth”.

Ore 21.44 – Parla Bossi: “Io penso che queste cose non capitino per caso a Pasqua. Quando ci presenteremo davanti al Padreterno ci chiederà quante volte sei stato capace di ripartire, questo vuol dire Pasqua, ripartenza.” Partono i cori “Bossi, Bossi”. “Siamo vittima di un complotto, non è possibile che nessuno si sia accorto che l’amministratore della Lega sarebbe addirittura legato a famiglie della ndrangheta. Avevamo un ottimo amministratore, Balocchi, il quale stava morendo, stava male” Arrivano i fischi.

Ore 21.42 – Conclude Maroni: “Leghisti in piedi, orgoglio di essere leghisti”. Ora tocca a Bossi.

Ore 21.41 – “Abbiamo un sogno nel cuore, quello di diventare alle prossime elezioni politiche il primo partito della Padania”. Bum. Trombette da stadio tra il pubblico, ma è chiaramente utopia. “Chi rompe le palle, fuori dalle palle” chiosa Bobo, a proposito dell’unità interna.

Ore 21.39 – Questa è importante, dice Maroni: “Se Umberto Bossi si ricandiderà segretario, io lo voterò”.

Ore 21.38 – Piccola interruzione, qualcuno è svenuto. “Dopo i congressi nazionali bisogna anticipare anche il congresso federale, entro giugno, per dare una guida salda e forte al nostro movimento”.

Ore 21.37 – Maroni: “Serve un segnale forte di unità e ripartenza. I congressi nazionali si facciano subito, Veneto e Lombardia insieme il 3 di giugno”.

Ore 21.35 – Ora Maroni accarezza il pubblico: parla di immigrazione selvaggia, parla male dell’Europa, della finanza internazionale che vuole rubarci i valori “le nostre cose” che “vuole portare via i beni ai comuni”. Poco convincente, ma è una lisciata di pelo che mette d’accordo i militanti presenti. “La partitocrazia e Roma vogliono annientare la Lega”. Ragazzi: ma eravate lì fino a quattro mesi fa e ci siete stati per anni. Maroni per me poco convincente in questa fase: prima sì, ora no.

Ore 21.34 – “Da oggi si cambia, nuovo corso e nuove regole: prima regola, i soldi alle sezioni e ai militanti, non a inculonia”. Giuro, ha detto così. “Seconda regola: meritocrazia” e il boato del pubblico ovviamente è per Renzo Bossi. “Terza regola, largo ai giovani, ne abbiamo tanti”. Prosegue Maroni: “Quarta regola, fuori chi viola lo statuto e il codice morale della lega”. Ma non aveva detto niente caccia alle streghe?

Ore 21.30 – Maroni a proposito della cacciata di Rosi Mauro “Così forse potremo avere un sindacato padano vero, guidato da un padano vero.”. Decisamente inelegante: il problema sta nel fatto che fosse di origine meridionale? Medievale. “Chi sarà ritenuto responsabile, verrà punito anche con l’espulsione. Io che avrei tanti motivi di rancore, io che sono stato oggetto di tentativi di espulsione, quindici anni fa ci fu un segretario che chiese la mia espulsione, bene, sono ancora qua. Io che potrei avere tanti motivi dico no alla caccia alle streghe”.

Ore 21.28 – Francesco Belsito, verrà espulso “Se non si è dimessa Rosi Mauro da sola, ci penserà la Lega a dimetterla”. Il pubblico di militanti apprezza.

Ore 21.27 – Ancora Maroni: “Chi ha preso soldi della Lega li dovrà restituire fino all’ultimo centesimo”. Dice che Bossi non c’entra niente. La folla rumoreggia. “Umberto Bossi, non un pirla qualsiasi” chiosa Maroni. “Renzo Bossi ha seguito il suo esempio” Maroni sommerso da fischi e “buuu” del pubblico appena nomina “il trota”.

Ore 21.25 – “Non ci sono cerchi che tengano, dobbiamo fare pulizia”. Così Roberto Maroni.

Ore 21.21 – Parla Maroni. “Grazie amici, grazie fratelli leghisti.” lo stanno chiamando a gran voce da parecchio, i cori sono tutti per lui. Ora cambiano, si urla “Lega Lega”. Uno sparuto, da solo, urla “Bossi Bossi” è coperto di fischi. “Essere considerati un partito di corrotti è un’onta. Sono momenti di dolore per noi, per i militanti per Umberto Bossi che non si merita quello che è successo”. Ora cori “Bossi Bossi” più convinti. “Ho provato orrore per le accuse di collusioni con la ndrangheta”. Ora il coro è tutto “Reguzzoni Reguzzoni”.

Ore 21.18 – Parla Ettore Pirovano. Per Bossi e Maroni ci sarà ancora da attendere. “Oggi si torna alle origini, sempre con Umberto Bossi a vegliare su di noi: ma il terremoto è appena cominciato, chi ha sbagliato, via”.

(in aggiornamento)

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