M5S al Governo col Pd? Mai. Ma arriva la proposta di Roberto Cotti

Un governo fatto di ministri della società civile, scelti per il merito, votato da M5S, Pd, Sel, da chi ci sta.

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Governo sì, governo no, che fare. Chissà. Forse se il Movimento Cinque Stelle avesse avuto un po’ più di tempo per riflettere sul da farsi subito dopo le elezioni, avrebbe preso altre vie. O forse no. Certo che quella del governo della società civile è una strada strettissima. Ma andiamo con ordine.

Dopo le ipotesi, circolate nei giorni passati, di un’apertura al Pd per un governo su cinque punti, è arrivata di nuovo – e questa volta in prima persona. C’è un bell’io, nella dichiarazione di ieri. E’ l’io di Beppe Grillo – la smentita del leader. Mai col Pd. Mai col Pdl.

C’è un problema che continua a sfuggire al rigore e all’isolamento da monaci stiliti di questa posizione. Ed è un problema non da poco. Se la questione è “mai”, chiunque accompagni il “con”, allora il M5S non governerà mai, a meno di avere la maggioranza assoluta e di far da solo. La cosa non sfugge senz’altro al senator Roberto Cotti, che ha deciso di fare una sua proposta.

Il Fatto Quotidiano pubblica l’email inviata da Roberto Cotti ai parlamentari Cinque Stelle. Ecco il testo.

    Oggetto:Proposta ai Senatori del Movimento 5 Stelle

    Il Pd e Scelta Civica mettano termine ai questo governo col Pdl ostaggio di Berlusconi, un governo impresentabile. Partiti e gruppi presenti in parlamento si rendano disponibili ad avvallare la nascita di un nuovo governo di rottura col passato, mettendosi da parte. Il PD faccia un passo indietro e appoggi un nuovo governo senza doverlo per forza guidare, né controllare. Parlo di un nuovo governo fatto da esponenti della società civile, aperto a chi vorrà sostenerlo. Un premier nuovo, fuori dai partiti, un programma nuovo e coraggioso, che parta dalla riforma del sistema elettorale (per dare una maggioranza certa al paese e permettere ai cittadini di votare i propri rappresentanti) e dalla riforma della politica, centrato sui problemi della gente e non sulla gestione dei e per i partiti. Si faccia un governo della gente anziché un governo dei partiti: non sto parlando di un accordo col Pd, un nuovo governo deve poter nascere da proposte discusse nel paese, tra la gente, non in vertici con segretari o capigruppo di partito. Se il Pd si mostrerà disponibile ad una prospettiva simile ed il capo dello stato la avvallerà si potrà ragionare sui particolari. Intanto giro questa proposta a voi Senatori del Movimento 5 Stelle per iniziare a parlarne, e la girerò presto anche ai nostri deputati. Se avrà consensi è giusto che se ne parli in tutto il Movimento prima di prendere qualsiasi determinazione. Roberto Cotti Cittadino Portavoce al Senato Movimento 5 Stelle.

Sono molto chiare due cose. La prima: il presupposto necessario (e non sufficiente) perché si possa verificare la proposta del “governo dei migliori”, è che il Pd e Scelta Civics stacchino entrambi la spina al governo. Presupposto mica da ridere.
La seconda: il giro di parole lungo e articolato tenta, è vero, di uscire fuori dagli schemi. Ma vuol dire comunque che poi, una volta scelti questi ministri della società civile, questo premier nuovo e compagnia bella, i voti sarebbero quelli del M5S, del Pd, di Sel.
Quindi, d’accordo. Non sarebbe un’alleanza in senso stretto col Pd (e la cosa forse potrà tranquillizzare le anime stilite del Movimento), cambierebbe un po’ la forma, ma non la sostanza.

Il punto è che si tratta di una proposta davvero difficile da portare avanti, nell’attuale situazione politica.

Però è pur sempre una proposta.

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