Lula:”I partiti di sinistra sono invecchiati. I movimenti degli indignados ci servano da lezione”

Lula è intervenuto al diciannovesimo incontro annuale del Foro di San Paolo, Nel suo intervento ha rimproverato la sinistra di essere invecchiata e di non aver ascoltato le istanze che vengono dalla società civile

Per l’ex Presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, la sinistra istituzionale è diventata vecchia. Lo ha detto davanti a più di mille partecipanti al diciannovesimo incontro annuale del Foro di San Paolo. Questo raduna tutti i partiti e i movimenti sociali della sinistra latinoamericana ed è stato fondato dal Partito dei Lavoratori (Pt) brasiliano nel 1990.

Lula quest’anno ha avuto un compito più difficile del solito perché, nonostante il Foro sia aperto anche ai movimenti, in molti hanno preferito manifestare fuori, contro il governo di Dilma Rousseff.

Forse, proprio per tentare di ricucire con i delusi dalla sinistra, l’ex Presidente, riferendosi ai leader latinoamericani, ha sentenziato che i partiti di sinistra “sono invecchiati” perché “hanno fatto politica all’antica“, ovvero in maniera elitaria. Lula ha parlato a tutti, ma era evidente l’autocritica fatta a nome del suo partito. In altri paesi la realtà è diversa da quella brasiliana. In Bolivia, ad esempio, la sinistra per ora gode di ottima salute ed è in grado di riscuotere ampio consenso tra i movimenti, le forze sindacali e indigene.

Dopo aver ricordato la figura di Hugo Chávez, scomparso quest’anno, l’ex Presidente non ha risparmiato critiche più dirette al Pt, che è da dieci anni al potere. “Solo una cosa salva un partito che governa: non perdere il suo contatto con il popolo” ha affermato polemicamente Lula, ricordando al Pt che è indispensabile mantenere un dialogo con gli attivisti e cittadini che sono scesi in strada a protestare.

Lula ha elogiato i movimenti degli indignados del mondo; “le loro lotte dovrebbero servire da lezione a tutti i partecipanti del Foro di San Paolo“. Ascoltare i movimenti, favorire forme di partecipazione dal basso, dialogare con chi pone istanze innovative, sono stati gli ingredienti che hanno portato al potere numerose formazioni progressiste in America latina. Laddove questo approccio sia stato smarrito occorre recuperarlo al più presto. In questo modo le sinistre latinoamericane potranno “essere un faro” anche per gli altri continenti. A tale proposito, infatti, i partiti di sinistra europei, per l’ex Presidente, non rappresentano un modello al quale ispirarsi, “assomigliano sempre di più alla destra“.

Lula ha commesso non pochi errori da Presidente (crescita dell’inflazione, crescita del debito privato, ascolto intermittente delle ragioni degli indigeni e dei contadini), ma non si possono dimenticare anche i tanti successi: 24 milioni di persone sono uscite dalla miseria, la disoccupazione è scesa dal 12% all’8% e sono stati creati 12,5 milioni di nuovi posti di lavoro. Ciò non lo mette al riparo dalle contestazioni, ma rimane senz’altro un politico più amato dei suoi colleghi del Pt e del Presidente in carica. Proprio per questo Rousseff ha deciso di lasciargli il palcoscenico del Foro, limitandosi ad inviare un messaggio nel quale si legge che tanto lei quanto il Pt hanno intenzione “di ascoltare la voce della strada“.