Il Sentore Cruz lancia una proposta per bloccare la riforma sanitaria di Obama

Ted Cruz vuole bloccare le richieste di budget, in sede parlamentare, per le spese sanitarie. Proposta concreta o propaganda elettorale?

Il senatore repubblicano Ted Cruz, legato alle lobby delle armi statunitensi, ha deciso di mettere in campo una strategia piuttosto audace per bloccare l’Obamacare, la riforma sanitaria voluta dal Presidente Barack Obama. Secondo Cruz, i senatori repubblicani dovrebbero votare contro tutte quelle richieste di budget, presentate dall’amministrazione, che contengono capitoli di spesa inerenti alla sanità. Nel caso in cui 41 repubblicani del Senato si impegnassero a fare ostruzionismo e 218 repubblicani della Camera votassero no, la riforma di Obama finirebbe per naufragare. Ad appoggiare la proposta di Cruz ci sono anche suoi influenti compagni di partito come Rand Paul e Marco Rubio.

La proposta ha prodotto subito due effetti. Innanzitutto ha parzialmente ricompattato il fronte più progressista del Partito Democratico con Obama, dopo le spaccature sul Datagate, e in secondo luogo si è attirata le critiche dei repubblicani meno intransigenti. Paul Ryan, probabile candidato repubblicano alla presidenza nel 2016, e Tom Coburn hanno immediatamente preso le distanze. Pur sottolineando di non condividere la riforma sanitaria, hanno ricordato a Cruz che la sua proposta non è la via corretta da seguire. I due hanno rimarcato che il flusso di finanziamenti per la sanità pubblica proviene dalle agenzie dello stato e non è sottoposto all’autorizzazione parlamentare. Inoltre i repubblicani sanno perfettamente che, per i sondaggi, la maggioranza degli americani sono favorevoli all’Obamacare, quindi meglio non radicalizzare lo scontro.

La verità è che il Partito Repubblicano non ha ancora trovato una sua identità in vista delle prossime presidenziali, diviso com’è tra ultra conservatori e moderati. La mossa di Cruz, più che ad ottenere risultati concreti, è volta a mobilitare il proprio elettorato in vista delle legislative del prossimo anno. Questa ed altre iniziative dell’ala conservatrice, però, stanno provocando grande fastidio tra i settori più moderati del Partito. Se personaggi come Cruz riuscissero a trovare il consenso necessario per gareggiare alla presidenza, certamente, i repubblicani potrebbero fare il pieno di voti nei settori tradizionali del proprio elettorato, ma allo stesso tempo non toglierebbero un voto ai democratici. Romney e McCain sono stati candidati caratterizzati troppo a destra per competere con Obama, meglio non ripetere gli errori del passato.

Le preoccupazioni dei repubblicani moderati sono ancora più motivate dal possibile nome del prossimo candidato democratico alla Casa Bianca: Hillary Clinton. Per battere Clinton ci vorrebbe una novità assoluta e non l’ennesima controfigura di J.W. Bush o un populista anti-tasse, vicino al Tea Party, come Cruz.