Global Trends 2014: spionaggio e minacce terroristiche

Global Trends 2014 è l’elaborazione di un sondaggio condotto da Ipsos-MORI: oltre 16mila le interviste fatte in 20 Paesi.


La più grande indagine statistica globale mai condotta ha provato a sondare le aspettative e i giudizi della popolazione mondiale connessa al web su una serie di tematiche, tra le quali figurano anche le attualissime questioni della sorveglianza da parte dei Governi finalizzata a contrastare le minacce terroristiche e il crimine più in generale.

Ipsos-MORI ha intervistato oltre 16 mila persone in 20 Paesi del Mondo e ha chiesto quanto sarebbero d’accordo se il proprio Governo fosse autorizzato per combattere il crimine a fare, senza il consenso dei cittadini, le seguenti cose:

  • Monitorare le mail di tutti
  • Monitorare gli sms di tutti
  • Monitorare le conversazioni di tutti
  • Monitorare l’attività online di tutti

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I risultati, quelli che vedete nell’immagine qui sopra, cambiando sensibilmente quando agli intervistati viene posta la stessa domanda relativamente alla propria persona: e se il Governo, per combattere il crimine, monitorasse le tue email, le tue conversazioni telefoniche, i tuoi sms e la tua attività online?

Se davanti alla prima domanda l’Italia si era posizionata all’inizio della classifica con un 20% – ben al di sotto della media totale – col cambio di formula il nostro Paese è arrivato a un 40-50% di inaccettabilità.

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Il discorso si ripete anche con le altre due domande, stavolta relative alla minaccia di un imminente attacco terroristico. Le opzioni restano invariate.

Gli italiani non si oppongono in modo forte alla possibilità che il Governo legga le mail e i messaggi di tutti i cittadini, la risposta cambia radicalmente quando si avanza l’ipotesi che quell’intrusione della privacy sia relativa soltanto all’intervistato.

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E così si va da un 20% di opposizione a un 50-55%, poco sopra la media totale.

    Global Trends 2014 è l’elaborazione di un ampio sondaggio condotto da Ipsos MORI: oltre16mila interviste condotte fra il 3 e il 17 settembre 2013, 20 paesi del mondo coinvolti, un “panel” statistico composto da un pubblico di cittadini e consumatori attivi sul web e fortemente connessi. Il progetto, molto ambizioso, fotografa lo stato dell’arte su una serie di comportamenti e tematiche di rilevanza mondiale (dall’ambiente alla salute, dall’attivismo politico ai brand). E si propone di lanciare il dibattito su quel che sarà in
    futuro.

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