Quirinale: cosa si sono detti Brunetta, Schifani e Napolitano? Sviluppo della stabilità e consolidamento dell’evoluzione positiva

Finito l’incontro al Colle. In mattinata, sul Giornale, l’ex Ministro della Pubblica Amministrazione esaltava il lavoro dei dieci saggi di Napolitano sulla giustizia, e lo indica come punto di partenza per il futuro. Ora pare che l’incontro sia servito per consolidare il quadro politico.

di

14.36: il riserbo sui contenuti dell’incontro è ai limiti della segretezza. Secondo l’ANSA, che cita fonti del Quirinale interpellate in merito, Schifani e Brunetta

«Hanno illustrato al presidente della Repubblica le loro valutazioni circa le esigenze da soddisfare per un ulteriore consolidamento dell’evoluzione positiva del quadro politico in Italia e uno sviluppo della stabilità utile all’azione di governo»

Con tutto il rispetto, sembra una supercazzola.

14.22: flash Ansa. L’incontro sarebbe servito a “consolidare il quadro politico”.

14.20: laconico, quasi un telegramamma, il comunicato stampa ufficiale del Quirinale che parla dell’avvenuto incontro. Eccolo:

«Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina al Quirinale i Presidenti dei Gruppi parlamentari “Il Popolo della Libertà” del Senato della Repubblica, Renato Schifani, e della Camera dei Deputati, Renato Brunetta».

Nemmeno una parola sul contenuto dell’incontro.

12.10: Schifani e Brunetta sono arrivati al Quirinale.

10.00: anche Reuters conferma. L’incontro fra i due capigruppo di Camera e Senato del Pdl con il Presidente della Repubblica si terrà oggi, 5 agosto 2013, in tarda mattinata.

La conferma arriva direttamente dall’ufficio stampa del Pdl.

Schifani e Brunetta saliranno al Colle

«per discutere della situazione politica nel post sentenza e la posizione giudiziaria di Berlusconi che dovrebbe scontare un anno ai domiciliari».

Difficile che si apra una crisi di governo, ma di sicuro il Pdl vorrà qualcosa in cambio e Napolitano, dopo aver già chiarito che di grazia non si parla, dovrà convincere il Pd. Il cui silenzio non sembra così difficile da convincere.

Renato Brunetta con Enrico Letta

Dunque, secondo quanto battono le agenzie – fra cui l’Ansa, che cita fonti direttamente da via dell’Umiltà – oggi Renato Brunetta e Renato Schifani dovrebbero salire al Colle per incontrare Giorgio Napolitano.

Sul sito ufficiale del Quirinale non si fa menzione dell’incontro, ma lo danno tutti per certo. Dunque, attendiamo.

Renato Brunetta, oggi, su Il Giornale, pubblica un lungo editoriale a proposito della giustizia e – in segno di pacificazione, forse – dice sì al progetto del Colle per la riforma della giustizia.

Quale proposta? Ma quella dei famosi saggi di Napolitano. Secondo Brunetta sono essenziali per far partire un’iniziativa politica:

«Un’assunzione di responsabilità. E questa iniziativa, ancora una volta, ce l’ha indicata il Capo dello Stato. Allorché, con le dichiarazioni a seguito della sentenza della Cassazione, ha evocato il lavoro dei saggi da lui incaricati nell’aprile scorso per studiare i termini di una riforma dello Stato e della giustizia.
Il presidente Napolitano ha ragione, le proposte dei saggi sono un ottimo punto di partenza. Sono il viatico per l’inizio di quella pacificazione di cui l’Italia ha bisogno e di cui il presidente si è fatto garante all’inizio del proprio secondo mandato».

Ma al di là delle parole flautate, non possiamo dimenticare che Brunetta e Schifani, dopo la sentenza di condanna di Berlusconi, volevano salire al colle per chiedere la grazia. Istituto, come noto, prerogativa del Capo dello Stato e che, per prassi, viene concesso secondo determinate condizioni (non stabilite dalla legge, certo). Per esempio, il pentimento. Per esempio il non avere altri carichi pendenti. Per esempio, di certo, il fatto che dalla sentenza alla grazia sia passato un po’ di tempo, perché altrimenti il Presidente della Repubblica si sostituirebbe alla magistratura. Il che è impensabile.

Dunque, dopo la manifestazione di ieri e il ribaltamento di oggi – la storia di Berlusconi dovrebbe diventare, secondo Brunetta, un caso emblematico di battaglia contro la mala giustizia. Ed ecco che il Pdl si schiera, almeno parzialmente, per ora (come ci ha raccontato ieri Mariastella Gelmini) con i referendum dei radicali sulla giustizia. D’altro canto, Berlusconi si sente un po’ Enzo Tortora.

Tant’è, se l’incontro ci sarà, ve ne daremo conto, naturalmente.

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →