La Lega può sopravvivere all’addio di Bossi?

Oggi forse il Senatur presenta le dimissioni


Girano un sacco di voci sulla possibilità che oggi Umberto Bossi dia già oggi le sue dimissioni come segretario federale della Lega Nord. Non finirà così, più che altro perché Maroni e i maroniani che aspirano alla successione hanno bisogno di più tempo per la transizione, ma è chiaro che per il Senatur la carriera da leader indiscusso della Lega sta finendo: travolto dagli scandali messi in piedi (forse a sua insaputa) da quelli che credeva essere i suoi fedelissimi.

Ma si può pensare al Carroccio senza Bossi? Senza l’uomo che ha fondato il partito nel 1989 e l’ha trascinato seguendo il suo istinto per quasi un quarto di secolo? Dal federalismo alla Padania, dal partito di lotta a quella di governo, dai cappi sventolati in Parlamento al salvataggio di Cosentino: non c’è una sola delle mille incarnazioni della Lega che non sia stata decisa e guidata dal Senatur. E anche se il giorno della verità non sarà oggi, per il 71enne e malato capo assoluto l’avventura è giunta al termine.

Soprattutto non si verificherà l’idea di Bossi di una Lega Nord dinastica. Il Senatur ci avrà anche fantasticato sopra, ma il sogno si è infranto dopo le prime uscite pubbliche del Trota: impresentabile delfino per ragioni di sangue che incarna tutto ciò contro cui il Carroccio ha sempre lottato. Ma la Lega non finirà con Bossi. Il primo dei tanti partiti personali nati negli ultimi decenni (Forza Italia, Idv, Sel, Udc. Insomma tutti tranne il Pd) negli anni si è evoluto, ha messo le mani dappertutto, si è “organizzato sul territorio” e ha dato vita – a differenza di altri – a una classe dirigente magari meno vergine di quello che ci volevano fare credere, ma che comunque si è dimostrata in grado di imporsi in buona parte del nord. La Lega Nord oggi è un partito vero.

Quell’8/10% di elettorato che fa riferimento al Carroccio non va da nessuna parte, e i temi che il partito ha sempre cavalcato sono ancora tutti lì nelle sue mani: immigrazione, federalismo & Roma ladrona in primis. Per non parlare dei riti pagani e padani tra corna, sangue del Po, Pontida, Va Pensiero e compagnia bella a cui i militanti sono parecchio affezionati. Magari è solo giunto il momento di cambiare i vertici e ripartire dalle sagre di paese, stando per un po’ lontani dai centri di poteri che hanno corrotto anche chi si credeva incorruttibile. Ma la Lega morirà solo se Bossi e i pessimi consiglieri che lo circondano decideranno di inchiodarsi alle poltrone facendo esplodere il partito.

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