Siria, vietate le monete straniere: dieci anni di lavori forzati per i trasgressori

Vietata ogni transazione in valuta estera: la pena minima è di tre anni di detenzione

La politica di isolamento di Bashar al-Assad continua. È notizia di oggi l’introduzione di un decreto che vieta qualsiasi transazione commerciale in valute straniere. Da oggi chiunque effettui pagamenti in dollari o euro rischia una pena massima di dieci anni di lavori forzati.

Sul testo firmato da Assad si legge che

la lira siriana è la sola moneta. È proibito effettuare pagamenti, rimborsi, transazioni o operazioni commerciali in valute straniere o in metalli preziosi.

Per i trasgressori sono previsti tre anni di prigione e un’ammenda pari a due volte la somma del pagamento incriminato, qualora la transazione sia superiore ai 5000 dollari, la pena detentiva potrà essere elevata a dieci anni di prigione con lavori forzati.

Quando, nel marzo 2011, la guerra civile siriana ha avuto inizio, un dollaro veniva scambiato con 47 lire siriane, ora per un dollaro sono necessarie 300 lire siriane. I dollari sono stati, fino ad ora, moneta corrente in Siria, tanto fra i commercianti che fra i taxisti.

Secondo Jihad Yazigi, direttore del settimanale economico The Syria Report, si tratta di una “misura simbolica” che ripropone

la legge numero 24 del 1986, molto repressiva, che proibiva ai siriani di possedere dollari. Oggi, questa decisione prova a render complicate tutte le transazioni che non sono in lire siriane e a controllare il tasso di cambio.

Via | Le Monde

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