Nuove accuse di spionaggio per gli Stati Uniti: Venezuela e Cuba sorvegliati speciali

Secondo un documento, pubblicato sulla stampa latinoamericana, gli Stati Uniti hanno ricevuto informazioni riservate sui piani dei Paesi che partecipavano a la Cumbre de las Américas nel 2009

Gli Stati Uniti, nel 2009, avrebbero ricevuto informazioni dall’Agenzia di Sicurezza Nazionale (Nsa), inerenti ai piani dei Paesi che partecipavano al summit la Cumbre de las Américas. A rivelarlo è la rivista brasiliana Epoca, che sabato ha pubblicato un documento riservato di un alto funzionario.

Il documento che porta l’intestazione di “segreto”, è firmato dall’allora Sottosegretario di Stato per l’emisfero occidentale degli Stati Uniti, Thomas Shannon. Questo, attualmente, è ambasciatore del suo Paese a Brasilia. Dal documento, indirizzato a Keith Alexander, direttore generale della Nsa, si possono leggere affermazioni poco equivocabili come:

Più di 100 report informativi, ricevuti dalla Nsa, ci diedero una profonda comprensione dei piani e delle intenzioni degli altri paesi partecipanti alla Cumbre

Dal documento, inoltre, si legge che le informazioni ricevute dalla Nsa furono la base di un’ottima preparazione per i diplomatici. Questi, successivamente, seppero istruire opportunamente il Presidente Barack Obama e l’allora Segretario di Stato Hillary Clinton su come relazionarsi con molti stati sudamericani. In particolare le informazioni riguardavano le questioni più controverse per gli Usa nell’area latinoamericana. Ovvero Cuba e il Venezuela di Hugo Chávez.

L’articolo di Epoca è firmato da tre autori, tra i quali Glenn Greenwald. Attivista per i diritti umani e giornalista, Greenwald, pochi giorni fa ha fornito al The Guardian i documenti riservati, inviatigli da Edward Snowden, sul programma XKeyscore. Non è ancora chiaro, però, se il documento pubblicato da Epoca gli sia stato consegnato dall’ex tecnico della Nsa anche in questa occasione.

Il quotidiano El Universal ha tentato di raggiungere telefonicamente Shannon per chiedergli di commentare la notizia. L’ambasciatore si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Nello scorso luglio, vi avevamo già informato su una serie di documenti, diffusi da Snowden, da cui il Brasile risultava essere uno dei Paesi più spiati dagli Usa. Un grande volume di dati intercettati in maniera costante e su grande scala, questo era quello che emergeva dalle rivelazioni di Snowden.
Se fosse confermata l’autenticità del documento pubblicato da Epoca (cosa assai probabile, visto che Greenwald per ora si è dimostrato una fonte attendibile), allora si potrebbe sospettare, in maniera più che giustificata, che la presenza di Shannon a Brasilia non sia casuale.