Tunisia: manifestazioni pro e contro Ennahda, un morto

Un’imponente manifestazione notturna in piazza della Kasba, a Tunisi, con diversi slogan urlati: “No ai colpi di Stato, sì alla eleiezioni”, con riferimento a ciò che è accaduto in Egitto, con la deposizione del presidente Morsi.

Sono scesi in piazza, in Tunisia, i fedelissimi del partito islamista al governo, Ennahda. Un’imponente manifestazione notturna in piazza della Kasba, a Tunisi, con diversi slogan urlati: “No ai colpi di Stato, sì alla eleiezioni”, con riferimento a ciò che è accaduto in Egitto, con la deposizione del presidente Morsi.

Ennahda aveva invitato i proprio sostenitori a mobilitarsi per difendere la legittimità del governo dalle contestazioni dell’opposizione che ne chiede le dimissioni. “Ennahda ha migliorato la nostra vita in tutti i sensi” spiega una dimostrante. Un’altra aggiunge: “Siamo liberi di vestirci come vogliamo per uscire e pregare. Nelle moschee, c’è piena libertà. Puoi vestirti come vuoi, puoi coprirti e portare il velo. Prima pregavamo sotto gli occhi della polizia e delle forze di sicurezza che, di solito, ci arrestavano. Avrebbero fermato noi e i nostri uomini e ci avrebbero picchiato”.

L’opposizione non è stata ferma a guardare. Anzi. Ha chiamato a raccolta 10mila sostenitori, che sono già scesi in piazza. E che lo faranno di nuovo oggi e mercoledì. Secondo gli oppositori del partito islamista, quest’ultimo avrebbe ormai perso la sua legittimità a governare, in particolare dopo gli omicidi di due leader laici, Mohamed Brahmi (dieci giorni fa) e Chokri Belaid (assassinato a febbraio).

A quanto pare, le manifestazioni pro e contro Ennahda avrebbero provocato alcuni incidenti e un militante islamico sarebbe morto. Ucciso dalla polizia a Kabaria, distretto a nord di Tunisi. Lo hanno riferito fonti della sicurezza, aggiungendo che altre cinque persone sono state arrestate. E’ accaduto durante un raid in una casa. “La polizia ha ucciso un terrorista e ne arrestati altri cinque in una casa a Kabaria dove nascondevano armi”, ha riferito il ministero dell’Interno.

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