Rezzato: anziana muore dopo degenza in casa di riposo, denunciati 4 medici

L’accusa ipotizza anche l’omicidio colposo per la morte dell’83enne Maria Filippini. La dirigenza della struttura sanitaria Anni Azzurri non rilascia dichiarazioni.

di remar

Il direttore sanitario e alcuni medici della struttura residenziale per anziani Anni Azzurri di Rezzato (Brescia) sono stati denunciati per omicidio colposo, lesioni personali colpose e per falso.

Nel mirino degli inquirenti il direttore sanitario Guglielmo Spassini e tre medici di reparto dopo la denuncia dei familiari della signora Maria Filippini, ricoverata il 4 gennaio 2013, all’età di 83 anni, nella casa di riposo dopo un malore avuto nella sua abitazione.

L’anziana era poi deceduta il 27 aprile 2013 presso la fondazione Pasotti Cottinelli Onlus in via Grazzine, dove i parenti erano riusciti a farla trasferire il giorno prima, quando la donna versava ormai in uno stato di incoscienza.

Un medico della Fondazione alla pronipote aveva detto che:

«oltre alle precarie condizioni di salute della Filippini, la stessa si trovava anche in precarie condizioni igieniche e sanitarie».

Secondo la denuncia sporta dai familiari durante la degenza nella clinica Anni Azzurri l’anziana:

«non solo non veniva assistita sotto il profilo medico sanitario ma anche sotto quello igienico».

Nell’atto di denuncia, riportato dal Corriere della Sera, ai medici viene contestata:

«negligenza e imperizia perché veniva operata d’urgenza per peritonite circoscritta con coleperitoneo da colecistite acuta gangrenata dopo diversi giorni che lamentava dolori addominali e le venivano somministrate flebo solo dopo giorni e giorni che non si alimentava solo quando ormai si trovava in uno stato di forte disidratazione con irrimediabile compromissione degli organi vitali interni»

Il reato di falso invece vien ipotizzato:

«perché sulla cartella clinica della Rsa viene scritto che il 7 aprile il tremore della paziente passava spontaneamente»

mentre le venivano invece somministrati tranquillanti davanti alla nipote. La dirigenza della struttura sanitaria Anni Azzurri “nel pieno rispetto del ruolo” e del lavoro della magistratura preferisce non rilasciare dichiarazioni.

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