Sentenza Berlusconi, Sandro Bondi: “Rischio di guerra civile”. Il Colle: “Irresponsabile”

Il coordinatore nazionale del Pdl auspica una soluzione politica per risolvere i dilemmi istituzionali attorno alla condanna di Silvio Berlusconi: “Esiti imprevedibili per tutti”

Bondi: “Non mi farò chiudere la bocca”

Se non è guerra aperta poco ci manca: Sandro Bondi risponde in maniera inequivocabile al Capo dello Stato:

“Non mi farò chiudere la bocca da nessuno, neppure da un comunicato del Quirinale. Non accetto di essere indicato come un irresponsabile. I veri irresponsabili sono quelli che hanno fatto precipitare la situazione fino a questo punto.”

Insomma, la faglia istituzionale continua ad allargarsi e si preannunciano scossoni di terremoto piuttosto intensi nelle prossime ore.

La reazione del Capo dello Stato

Le parole di questa mattina di Sandro Bondi hanno scatenato, com’era prevedibile, una vera e propria girandola di polemiche ed una pioggia di critiche asprissime sul coordinatore nazionale del Pdl. Anche il direttore responsabile di Blogo.it Alberto Puliafito, su Twitter, ha commentato gli scenari di Bondi con una battuta:

Dal Quirinale, in via del tutto ufficiosa, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha definito lapidariamente le parole di Bondi

“Dichiarazioni irresponsabili”

Napolitano, che è appena rientrato a Roma dalla Val Pusteria, a quanto si apprende non ha in programma alcun incontro politico istituzionale con membri del Pdl.

Tra richieste di grazia al Presidente Napolitano, rischio di nuove elezioni, l’accelerazione dei tempi sulla legge elettorale e i punti oscuri attorno al futuro politico italiano, il coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi, in una dichiarazione riportata dall’Ansa, ha messo sul tavolo il carico da dodici, chiedendo appunto una soluzione politica (che, senza citarla, equivarrebbe alla grazia del Presidente Napolitano) per sollevare Berlusconi dalla condanna inflittagli in via definitiva dalla Cassazione.

L’alternativa, secondo l’ex comunista divenuto un fedelissimo dell’ex-premier, è un “esito imprevedibile” sul piano sociale che rischia di condurre l’Italia sull’orlo del baratro:

“O la politica è capace di trovare delle soluzioni capaci di ripristinare un normale equilibrio fra i poteri dello Stato e nello stesso tempo rendere possibile l’agibilità politica del leader del maggior partito italiano oppure l’Italia rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti.”

Già ieri Bondi aveva descritto un Paese sull’orlo della rovina economica e della disgregazione politica, una situazione drammatica che il “compiacimento” della sinistra per la condanna inflitta a Silvio Berlusconi non fa altro che aggravare; una linea, quella del coordinatore nazionale del Pdl, manifestata con toni decisamente più pacati già poche ore dopo la pronuncia dell’Alta Corte.

Bondi aveva infatti parlato di una sentenza drammatica, sul piano della serenità istituzionale italiana, chiedendo alle forze politiche “più responsabili” di mantenere aperta una prospettiva “di tenuta dello Stato e democrazia”. Insomma, per il coordinatore nazionale del Popolo della Libertà l’azione politica italiana deve ora concentrarsi, nuovamente, sul “caso Berlusconi” per evitare conseguenze, non riportate sul piano politico ma quasi “minacciate” su quello sociale, assolutamente imprevedibili.

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