Egitto, al-Qaeda accusa i “crociati Usa” della deposizione di Mohamed Morsi

L’accusa del capo di al-Qaeda al-Zawahiri agli Usa: avrebbero complottato con l’esercito egiziano per la deposizione del presidente Morsi

E’ tornato a farsi vivo Ayman al-Zawahiri, il capo di al-Qaeda dalla morte del miliardario saudita Osama Bin Laden: con un messaggio audio postato su alcuni siti web e forum jihadisti il leader dell’organizzazione accusa gli Stati Uniti di aver complottato con l’esercito egiziano, organizzando e realizzando la deposizione del Presidente d’Egitto Mohamed Morsi.

Proprio nei giorni in cui il livello di allerta sale per tutto il territorio degli Stati Uniti (ambasciate comprese, che domani verranno chiuse in molti paesi), il capo di al-Qaeda torna a far sentire l’ingombrante presenza dell’organizzazione, lanciando un nuovo monito agli storici nemici americani, che vorrebbero creare, secondo al-Zawahiri, uno stato cristiano copto nel sud dell’Egitto:

“I crociati, i laici e l’esercito americanizzato si sono messi d’accordo grazie al denaro dei paesi del Golfo ed un complotto degli americani per rovesciare il governo di Morsi, del quale hanno sostenuto la rimozione per creare uno Stato copto nel sud d’Egitto.”

La deposizione del 3 luglio scorso, con un colpo di mano dell’esercito che detiene il reale potere, in Egitto, dalla rivoluzione repubblicana, continua dunque a tenere altissimo il livello di tensione nel Paese.

Non si placano intanto le proteste in tutto il paese: i sostenitori di Mohamad Morsi hanno organizzato un sit-in presso l’aeroporto del Cairo, sciolto alla mezzanotte di ieri per via del livello di tensione, “troppo alto per garantire la sicurezza” secondo gli organizzatori.

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