Beppe Grillo: nessuna riforma della giustizia con il Pdl di Berlusconi

Il leader del M5S attacca Pd e Pdl e promette un’opposizione durissima

di guido

Dopo aver esultato ieri per la “morte politica” di Silvio Berlusconi, Beppe Grillo oggi lancia un duro monito contro l’ipotesi che questa maggioranza affronti la riforma della giustizia. Una riforma che, giocoforza, dovrebbe essere approvata con i voti del Pdl. Ed è qui che arriva il veto di Grillo:

Nessuno si azzardi a modificare la Giustizia insieme al partito capeggiato da un delinquente.

Comincia così il nuovo post sul blog del comico genovese, intitolato Il fantino della Repubblica e accompagnato da un fotomontaggio in cui un sorridente Berlusconi è alla guida di un carretto trainato da un asino con le fattezze di Enrico Letta. Il motivo è presto spiegato, ora che Berlusconi non potrà più essere chiamato Cavaliere, Grillo propone di ribattezzarlo Fantino.

Ma il post di Grillo non è indirizzato contro Berlusconi, anzi, come accade sempre più spesso il leader del M5S usa le invettive contro Berlusconi per colpire invece altri bersagli. In primo luogo il presidente Napolitano, che subito dopo la sentenza ha parlato della necessità di riformare la giustizia, ed Enrico Letta.

Lo capisco. Deve tenere il pallino del governo delle larghe intese voluto da Napolitano. Difficile ritornare nel retrobottega a giocare a Subbuteo invece di fare annunci quotidiani, puntualmente disattesi, con tweet ripresi in modo entusiasta da tutti i giornalai nostrani. I famosi Lecca Letta.

Ma Grillo torna a parlare della sentenza chiedendo che, tra le conseguenze, ci sia anche quella del ritiro delle frequenze televisive a Mediaset “che non possono essere assegnate a un pregiudicato”. Poi arriva l’immancabile stoccata al Pd, di cui Grillo ricorda il coinvolgimento nelle inchieste sul Monte dei Paschi e in quelle su Filippo Penati.

Ma soprattutto, Grillo fa sapere che se Pd e Pdl si accorderanno per riformare la giustizia, dal M5S arriverà una reazione durissima:

Il M5S non starà a guardare, né si limiterà a interpellanze parlamentari, ma mobiliterà i suoi elettori. Le coincidenze non esistono e questa fretta di riformare la Giustizia dopo la condanna di Berlusconi è altamente sospetta.

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