Uccisero il loro magnaccia. Ergastolo a due prostitute marocchine

Esistono drammi che si consumano nell’indifferenza, vittime che si ribellano ai carnefici e ribaltano i ruoli, giungendo a volte a esiti estremi. Forse è questo ciò che è avvenuto per Fathia Hamidate e Maria Bassira, prostitute marocchine condannate dalla corte d’assise di Reggio Emilia per l’omicidio del loro sfruttatore, Abdelmounaim Tamri. Per loro il pm

Esistono drammi che si consumano nell’indifferenza, vittime che si ribellano ai carnefici e ribaltano i ruoli, giungendo a volte a esiti estremi. Forse è questo ciò che è avvenuto per Fathia Hamidate e Maria Bassira, prostitute marocchine condannate dalla corte d’assise di Reggio Emilia per l’omicidio del loro sfruttatore, Abdelmounaim Tamri. Per loro il pm aveva chiesto l’ergastolo, affermando: “Il movente è chiaro: hanno ucciso Tamri perché le picchiava e le sfruttava, facendole prostituire”. Alla fine non c’è stato carcere a vita, ma le pene sono state comunque severe: 24 anni e tre mesi per Fathia Hamidate, 21 anni e tre mesi per la Bassira, attualmente ricercata in Marocco.

La ricostruzione del delitto fatta dall’accusa è stata la seguente: la notte dell’omicidio il magnaccia era ubriaco. Fathia Hamidate e Maria Bassira lo accompagnarono in taxi da Modena a San Martino in Rio. Qui lo strangolarono, dopodiché gli deturparono il volto con l’acido e una delle due, Fathia, defecò vicino al cadavere. Gli escrementi, grazie al Dna, la incastrarono.

I difensori avevano chiesto invece l’assoluzione “per non aver commesso il fatto”. Secondo l’avvocato Riccò le imputate non avevano la forza e l’altezza per strangolare il più atletico Tamri. Le suole di quest’ultimo inoltre erano pulite, come se fosse stato ucciso in un’autovettura e poi scaricato sull’asfalto. “Il foulard in bocca alla vittima pare un messaggio criminale, per dire che parlava troppo”, ha dichiarato l’avvocato Corsi, che ha commentato così il verdetto: “Una sconfitta della giustizia, considerato che questo è un processo indiziario”.

Probabilmente la Hamidate ricorrerà in Appello. Ma se anche sarà confermata come omicida, si può ignorare quanta disperazione serva per uccidere il proprio aguzzino?

Via | Il Resto del Carlino

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