Degrado al “Degrado”: fra trans e prostitute, altro che Vallettopoli!

Non si può dire che a Roma non ci sia vita notturna, ragazzi. Diciamocelo (scherzandoci su): noi a Vallettopoli gli facciamo un baffo. Solo che a volte si esagera. Capita così che un locale “culto” della comunità transessuale romana come il “Degrado” venga chiuso a seguito di una indagine contro la prostituzione svolta dal Reparto

di claudio

Non si può dire che a Roma non ci sia vita notturna, ragazzi. Diciamocelo (scherzandoci su): noi a Vallettopoli gli facciamo un baffo. Solo che a volte si esagera. Capita così che un locale “culto” della comunità transessuale romana come il “Degrado” venga chiuso a seguito di una indagine contro la prostituzione svolta dal Reparto Territoriale dei Carabinieri nella notte fra il 30 e il 31 marzo.

Una indagine che ha portato ieri anche a quattro arresti per associazione a delinquere e favoreggiamento/sfruttamento della prostituzione. Ad essere arrestati, due trans brasiliane e due italiani (non si sa se trans o meno). Il tutto all’interno di una indagine partita dall’EUR e dalla prostituzione sulla Cristoforo Colombo che si è poi allargata anche ad altre zone di Roma, come il Nuovo Mattatoio, il Pigneto e Tor Pignattara.

Per quanto riguarda il coinvolgimento del locale del Pigneto che ha portato al suo sequestro, pare che le trans coinvolte portassero i propri clienti – adescati per strada – all’interno dello stesso, per consumare lì i rapporti sessuali. Pratica che veniva effettuata anche in alcuni appartamenti, sempre nelle vicinanze delle strade dove erano solite mercanteggiare, anche questi posti sotto sequestro.

Si parla ora di una vera e propria organizzazione criminale, organizzata per metà da sudamericani e per metà da italiani, che gestiva un vero e proprio mercato della prostituzione. I clienti di prostitute e transessuali sono tanti, purtroppo, e spesso non si rendono conto – con il loro gesto – di andare a nutrire il mondo della criminalità. Speriamo che questa azione delle forze dell’ordine possa servire a dare uno stop al tutto.

Ma attenzione, cerchiamo di non criminalizzare le transessuali. Non tutte lavorano nel campo della prostituzione, e non tutte lo fanno di propria volontà. Spesso, invece, sono costrette (da altre persone, o da necessità).