Marito e moglie gestivano 17 case frequentate da prostitute cinesi ad Assisi, Bastia e Perugia

Al momento dello sbarco in Italia, le ragazze venivano private del passaporto e avviate alla prostituzione

La polizia di Perugia ha arrestato un marito e una moglie, entrambi cinesi che gestivano un ampio giro di prostituzione di ragazze cinesi nel perugino. I due portavano le ragazze in Italia promettendo loro un lavoro e poi le costringevano a prostituirsi. Le case in cui avvenivano gli incontri con i clienti erano ben 17, nei comuni di Assisi, Bastia e Perugia.

L’attività veniva coordinata dall’uomo, 30 anni, e dalla moglie, 25 anni. Oltre ai due gestori sono state denunciate altre 15 persone, tutte di nazionalità cinese, indagate per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Dopo avere reclutato le ragazze in Cina, la coppia affittava degli appartamenti nei quali venivano ospitate le ragazze che, al momento dell’arrivo in Italia, venivano costrette a versare 20mila euro per coprire il pagamento del viaggio aereo. A quel punto scattava la “trappola”: un intermediario si occupava di far ottenere un lavoro da massaggiatrice alle ragazze e una scheda telefonica.

Il sistema era strutturato come una sorta di catena: una volte giunte in Italia, le ragazze venivano private del passaporto e a quel punto, prive di documenti e di denaro, limitate sia da l punto di vista giuridico che economico, le ragazze venivano dirottate su Prato oppure su Perugia, dove i due coniugi le introducevano nel mondo della prostituzione.

Via | Il Messaggero