Art. 18, lavoratori già in lotta con blocchi e occupazioni. Monti a rischio

La riforma del lavoro non è ancora legge ma i lavoratori sono già in lotta. In diverse parti d’Italia sono scattate proteste spontanee, blocchi e mobilitazioni contro le modifiche all’articolo 18. In sciopero unitario i lavoratori della Fincantieri di Riva Trigoso. Occupato lo stabilimento di La Spezia. Bloccata la superstrada che collega Pisa a Firenze

La riforma del lavoro non è ancora legge ma i lavoratori sono già in lotta. In diverse parti d’Italia sono scattate proteste spontanee, blocchi e mobilitazioni contro le modifiche all’articolo 18. In sciopero unitario i lavoratori della Fincantieri di Riva Trigoso. Occupato lo stabilimento di La Spezia. Bloccata la superstrada che collega Pisa a Firenze e Livorno.

Pierre Carniti, ex leader Cisl oggi nel Pd, taglia corto: “Governo ben educato, ma poi fa quello che gli pare”. Per Angelino Alfano, con il Pdl alla frutta, quel che sta accadendo è manna dal cielo. Il segretario del partito del Cav torna ai vecchi tempi del governo di B&B e attacca Bersani: “Ostaggio della Fiom”.

Pier Ferdinando Casini, dismessi i panni del … “pesce in barile”, si schiera apertamente: “Comprendo fino in fondo la preoccupazione di Bersani e la rispetto. Ma l’esaltazione dei toni non serve. La situazione è esplosiva. Qui non rischiamo una stagione calda. La stiamo vivendo già”.

Poi il leader Udc invita “i falchi”, da una parte e dall’altra, a tornare in gabbia”, perchè la riforma “è coraggiosa, innovativa, ma soprattutto necessaria”. Il leader centrista fa appello al “senso di responsabilità di tutti”, rimarcando la necessità di innovare: “di articolo 18 si parlava da anni – dice – i problemi erano lì, imbalsamati da una concertazione che aveva paralizzato qualsiasi carica di innovazione. Detto questo, sappiamo che la situazione è difficile e che di più non si poteva fare”. Un governo ‘serio’, chiude Casini, “cerca di coinvolgere le parti sociali, i sindacati, ma non può farsene paralizzare”.

“Ho sperato e ho lavorato anche io fino all’ultimo per un accordo unitario. Ma se il prezzo era la non decisione, ebbene non era sostenibile”. “Ho rispetto per la Camusso – aggiunge Casini – Ma sta usando toni fuori dalle righe. Non può rappresentare in modo caricaturale questa riforma. Ci sono anche cose positive. Altrimenti, l’impressione che si ha è che la linea del suo sindacato la detti la Fiom”.

Chiaro? Cvd (come volevasi dimostrare).