Hina Saleem e il sogno dell’Occidente: oggi la sentenza per il padre e i cognati

UPDATE! ORE 13,30: E’ stata confermata la pena a 30 anni di reclusione per il padre di Hina; mentre per i due cognati la pena sarà di 17 anni. I tre sono stati giudicati con il rito abbreviato. La madre di Hina, dopo la lettura della sentenza in aula, è scoppiata in lacrime: sperava che

UPDATE! ORE 13,30:
E' stata confermata la pena a 30 anni di reclusione per il padre di Hina; mentre per i due cognati la pena sarà di 17 anni. I tre sono stati giudicati con il rito abbreviato. La madre di Hina, dopo la lettura della sentenza in aula, è scoppiata in lacrime: sperava che con il rito abbrevisto la pena per il marito fosse più breve.
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Hina Saleem, era una ragazza pachistana, aveva 22 anni. Era innamorata di un ragazzo italiano cattolico, Giuseppe, con il quale conviveva. Aveva un lavoro. Viveva insomma all'occidentale. Ma la sua famiglia non era d'accordo.

Hina venne uccisa nell'agosto del 2006 a Sarezzo nel Bresciano dal padre e due cognati che le tagliarono la gola. Il corpo, avvolto in un lenzuolo bianco, venne sepolto nel giardino di casa.

Oggi nel Tribunale di Brescia è attesa la sentenza d'appello sull'omicidio per i tre imputati: il padre (che si era costituito spontaneamente ma senza dimostrare pentimento) e i due cognati. Questi ultimi si sono nuovamente dichiarati innocenti.

Uno di loro ha chiosato in aula: "Non ho partecipato al delitto, ero in un'altra stanza, lo giuro su Gesù Cristo".

Il tribunale, in primo grado, ha già condannato i tre a 30 anni di carcere con l'accusa è di omicidio premeditato e aggravato, e occultamento di cadavere. Anche uno zio è stato condannato a due anni e otto mesi poichè responsabile solo del reato di soppressione di cadavere

I giudici al momento sono in camera di consiglio, ne usciranno solo con la sentenza.