Berlusconi, sentenza Mediaset: rinvio in appello per l’interdizione dai pubblici uffici

Processo Mediaset: la sentenza “napolitana”. Annullamento con rinvio in appello.

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Berlusconi è condannato per la frode fiscale al centro del Processo Mediaset, ma è rimandata in appello la parte relativa all’interdizione ai pubblici uffici. Quindi, Berlusconi è condannato nel merito e dovrà scontare la pena, ma non è interdetto e quindi può, per il momento, continuare a sedere in Senato. Riguardo questa parte si rimanda il tutto al Tribunale di Milano che dovrà ricalcolarla. Resta da capire se la riformulazione della pena accessoria arriverà prima della prescrizione.

Secondo Marco Travaglio è assai improbabile che la prescrizione possa scattare (cade nell’estate 2014), perché solo per la rideterminazione dell’interdizione dai pubblici uffici il Tribunale dovrebbe impiegarci davvero poco. Quel che è certo è che non potrà più essere di cinque anni, ma scendere o ai 3 di cui aveva parlato il pg, oppure addirittura ai 18 mesi in cui spera il Cavaliere.

Rinvio in appello per Berlusconi?

Silvio Berlusconi potrebbe uscire dalla sentenza della Cassazione del Processo Mediaset con un risultato comodo comodo: l’annullamento con rinvio in appello.

Le sentenze di annullamento con rinvio sono più complesse di quelle di conferma o di annullamento in toto. Il che giustificherebbe i tempi estenuanti della Camera di Consglio.

Quella del rinvio in appello sarebbe, peraltro, la sentenza più “comoda” per le larghe intese.

L’annullamento con rinvio in appello è disciplinato dall’Art. 623 del Codice di Procedura Penale.

    « 1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 620 e 622:

    a) se è annullata un’ordinanza, la corte di cassazione dispone che gli atti siano trasmessi al giudice che l’ha pronunciata, il quale provvede uniformandosi alla sentenza di annullamento;

    b) se è annullata una sentenza di condanna nei casi previsti dall’articolo 604 comma 1, la corte di cassazione dispone che gli atti siano trasmessi al giudice di primo grado;

    c) se è annullata la sentenza di una corte di assise di appello o di una corte di appello ovvero di una corte di assise o di un tribunale in composizione collegiale, il giudizio è rinviato rispettivamente a un’altra sezione della stessa corte o dello stesso tribunale o, in mancanza, alla corte o al tribunale più vicini;

    d) se è annullata la sentenza di un tribunale monocratico o di un giudice per le indagini preliminari, la corte di cassazione dispone che gli atti siano trasmessi al medesimo tribunale; tuttavia, il giudice deve essere diverso da quello che ha pronunciato la sentenza annullata. »

    (Art. 623. – Annullamento con rinvio.)

I poteri del giudice del Rinvio sono fortemente limitati, visto che deve uniformarsi alla sentenza della Suprema Corte, non solo per quelle questioni esplicitamente esaminate dalla corte stessa, ma anche per quelle che avrebbe dovuto affrontare.

La si chiama già “sentenza napolitana”, perché è la sentenza che fa in assoluto più comodo non solo a Berlusconi ma anche alle larghe intese del governo Letta.

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