Governo Letta: prove tecniche di crisi?

Due esponenti Pd eletti presidenti di delegazioni italiane alla Nato e al Consiglio d’Europa. Tanto basta per far gridare al Pdl la fine del Governo.

La sentenza sul Processo Mediaset farà cadere il governo? Chi lo sa, quel che è sicuro è che qualche piccola prova tecnica di crisi di governo è attualmente in corso. E il tutto per un motivo assolutamente secondario: le nomine di questa mattina di Federica Mogherini, eletta presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare Nato, e Sandro Gozi, eletto presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Non si tratta certo di cariche per cui i partiti si stracciano le vesti, ma visto che entrambi gli eletti sono del Partito Democratico, che al momento la tensione è altissima e che il Pdl non era d’accordo con questi nomi. E così, basta poco per arrivare a dire, come fa un senatore pidiellino: “Cade il governo”. Giuseppe Esposito si limita a chiedere un chiarimento e parlare di “un disegno per rompere il patto che tiene in piedi il governo”.

In un momento diverso una cosa del genere non avrebbe avuto nessuna risonanza, ma poiché il governo è effettivamente appeso a un filo – anche se per ben altre ragioni – ogni pretesto al momento sembra che possa scatenare la fine dell’esecutivo di larghe intese. E così, Renato Schifani alza la voce: “Ci aspettiamo che i presidenti delle commissioni eletti oggi, nello spirito di leale collaborazione all’interno delle forze di maggioranza, si dimettano, fermo restando l’appoggio del Pdl al governo Letta-Alfano”.

Proprio il fatto che ogni due per tre si sottolinei che il Pdl appoggia il governo, fa capire quanto in verità la cosa non sia per niente scontata (altrimenti non ci sarebbe bisogno di affermarlo in continuazione).

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