Berlusconi ordina ai suoi: “Fermi tutti!”. Ma è pronto ad accendere la miccia

Tutti a naso in su, verso i piani alti del Palazzaccio, chi toccando ferro chi con la bottiglia da stappare, ad attendere la sentenza sul Cav, di certo una “bomba” che manderà in tilt il quadro politico e istituzionale.

Nella forsennata ricerca di una via d’uscita, Silvio Berlusconi e i suoi, lanciano un segnale politico che piomba nella stanza dei giudici come una saetta e va diritto nel cuore degli italiani, per blandirli o minacciarli.

Il Pdl – dopo mesi e anni di giravolte e steccati tirati su alla meno peggio – ha tolto ieri il veto alla cancellazione del “Porcellum”, pronto a far passare una nuova legge elettorale, ingraziandosi anche – e non è poco – il capo dello Stato, da sempre impegnato a far sbloccare la riforma della legge elettorale.

Come mai questo cambio di passo? Solo una coincidenza legata all’agenda dei lavori parlamentari o una mossa politica studiata a tavolino dal Cavaliere e dai suoi strateghi?

Scrive oggi Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “Un segnale, non tanto piccolo, di quello che sarebbe in grado di fare la grande coalizione se ne avesse la volontà e se fossero allontanate le nuvole dell’instabilità. In altre parole, dal partito di Berlusconi è un altro messaggio indiretto inviato ai magistrati della Cassazione affinché tengano nel dovuto conto i risvolti politici del verdetto. Abbastanza chiaro”. Limpido.

Così il “capo” muta l’ordine del giorno per i vari caporali di giornata: “Nessuno attacchi il governo o i giudici”. Mugugni e brontolii a parte, tutti sanno che Silvio tenta il solito gioco delle tre carte. Fra poche ore si saprà il verdetto e il gioco diverrà scoperto.

Salterà solo il banco del Cav o le schegge roventi piomberanno sul capo degli italiani? La colonnina di mercurio sale. Che afa fa.